Dieci inverni non è un'altra storiella d'amore zeppa di banalità, soprannomi, stringature, genitori distratti, lucchetti e scritte sui muri. La storia non si svolge nell'arco di pochi giorni o di alcuni mesi, ma copre l'ampio arco temporale sintetizzato poeticamente nel titolo. Per quanto sconclusionati ed indecisi, i due protagonisti non appaiono come i soliti snervanti e macchiettistici personaggi che stanno affollando la letteratura giovanilistica italiana negli ultimi anni. Provano emozioni contrastanti, hanno dialoghi e reazioni normali e non cercano di sembrare sempre più grandi di quello che sono.
La regia non cerca di accattivarsi solo un pubblico adolescenziale con scene forti o guizzi videoclippari, ma riesce invece ad essere inaspettatamente pacata e graziosa.
La mia mente mi ha riportato subito al bellissimo Un amore, di Gianluca Maria Tavarelli, che presenta alcune analogie strutturali e di trama con Dieci Inverni ma che non ha, probabilmente, la sua stessa dinamicità e leggerezza (cosa che, all'epoca della sua uscita, non gli portò molta fortuna, relegandolo anzi un po’ ingiustamente a prodotto intellettuale e di nicchia).
In sostanza, nel complesso, per me non si può parlare male di questo film. Non ci sarebbero i presupposti teorici, tecnici e - soprattutto - registici per farlo.
Ma soprattutto: Dieci Inverni è un film bellissimo e delicato - probabilmente il più bel film italiano dello scorso anno - ma che emotivamente non ha certo un impatto leggero. E la sua conclusione, sebbene non totalmente drammatica (è questa una delle analogie più forti col film di Tavarelli), di certo non dà alcun conforto reale agli animi sensibili.
Infine non dimentichiamo la presenza (improbabile ma graditissima) di Vinicio Capossela, nonchè l’accompagnamento musicale ai titoli di coda della sua splendida Parla piano, ad intensificare l'effetto di commozione finale.
In contemporanea col film è uscito anche l’omonimo romanzo del regista Valerio Mieli: non si tratta tuttavia di un adattamento del film bensì della versione narrativa della stessa vicenda, partorita in forma di saggio e poi fortunatamente trasposta in questa graziosa opera prima.
Se vi siete fatti sfuggire Dieci inverni sotto il gelido clima pre-natalizio, non avete scuse per non recuperarlo ora in primavera.


