
Nella scelta di portare alla Mostra del cinema di Venezia, fuori concorso, un documentario interamente dedicato alla canzone napoletana e di attribuire a questa stessa pellicola il titoloPassione, è difficile non vedere una palese dichiarazione d'amore per il nostro "bel paese", con le sue tradizioni e le sue contraddizioni. E l'accoglienza che il pubblico ha riservato al regista John Turturro alla prima del film in un'affollatissima sala Darsena ha ampiamente ripagato questa scelta. Perché, davvero, in platea si è respirata un'atmosfera magica e, probabilmente, irripetibile, difficile da descrivere a parole in quanto solo chi l'ha vissuta ha potuto sperimentarne sulla propria pelle il calore e l'incredibile energia.
Il film è un elegante omaggio alla musica e alla cultura partenopea, incentrato sulla riproposizione di brani che sono entrati nella storia e nella memoria collettiva (Carmela, Caravan Petrol, Malafemmina, Maruzzella, Napul’è, Tammurriata Nera e molti altri). Brani interpretati con grande intensità da artisti di oggi e di ieri (tra gli altri Beppe Barra, Pietra Montecorvino, M'Barka Ben Taleb, James Senese, Raiz, Massimo Ranieri, Lina Sastri, gli Avion Travel, Gennaro Cosmo Parlato e Fiorello), a cui si alternano performance di repertorio mai dimenticate (Renato Carosone, Sergio Bruni e Angela Luce) e, in apertura della pellicola, l'inconfondibile voce di Mina. L'incalzante susseguirsi delle esecuzioni canore è intervallato da divertenti interviste, da immagini vivaci catturate per le strade della capitale campana e da incursioni dello stesso regista, nato a New York ma da famiglia d'origini italiane.
John Turturro, attore di fama internazionale, torna dietro la macchina da presa dopo i successi di Mac (1992), Illuminata (1998) e Romance & Cigarettes (2005), riallacciandosi idealmente al viaggio documentaristico in Italia intrapreso nel 2009 insieme al regista Roman Paska con Prove per una tragedia siciliana.


