Al festival di Cannes il mondo del cinem
a si era mobilitato per la sua scarcerazione. Ora Jafar Panhai ha lasciato la prigione, ma non e’ libero di lasciare l’Iran. Il Paese non gli ha concesso il visto per Venezia, dove avrebbe dovuto presentare il suo corto, The Accordion.
"Nonostante sia stato rilasciato, non sono ancora libero di viaggiare fuori dal mio Paese e frequentare festival cinematografici", ha scritto il regista, considerato un dissidente dal regime di Teheran, in un messaggio inviato alla Mostra, e letto in apertura alle Giornate degli Autori . "Inoltre – aggiunge - mi e' stato ufficialmente proibito di fare film negli ultimi cinque anni. Quando a un filmmaker non e' consentito girare film, e' come se fosse la sua mente fosse incarcerata".
Il regista, Leone d’Oro nel 2010 con Il Cerchio, a distanza ringrazia "la comunità internazionale di cineasti per il loro generoso supporto mentre ero in carcere. Nonostante la mia prigionia sia stata un'esperienza molto amara, mi e' stato di grande conforto capire che noi filmmaker e amanti del cinema di tutto il mondo, nonostante le differenze culturali, siamo una comunita' unita che parla una lingua sola".
Intanto gli organizzatori delle Giornate degli Autori hanno lanciato una petizione a sostegno del regista iraniano ed invitano tutti a sottoscriverla.


