La madrina della mostra del cinema di Venezia è Isabella Ragonese, nemmeno trentenne (è nata a Palermo nel 1981), uno dei volti più amati e meno stereotipati del nuovo cinema italiano e europeo.
Di strada del resto ne ha fatta, questo volto poco mediterraneo e più simile ad un'anglosassone, perfetta sia nel dramma che nella commedia, sia in abiti moderni che antichi, interessata al mondo della recitazione in tutte le sue sfaccettature. Nel 2000, giusto dieci anni fa, si diploma in recitazione presso lo studio Teatès, e oltre alla recitazione si interessa anche a scrivere e dirigere testi teatrali per l'interpretazione, come aveva già mostrato due anni prima, nel 1998, ad appena 17 anni, vincendo il primo premio del concorso nazionale INDA (Istituto nazionale dramma antico) con un saggio sulla figura di Ecuba nel teatro classico.
Ma se il teatro è il grande amore della vita di Isabella, è dal cinema che ottiene i successi più conosciuti, che le valgono l'affetto del pubblico e la considerazione della critica. Nel 2006 debutta con un ruolo secondario in Nuovomondo, film sull'immigrazione dalla Sicilia all'inizio del Novecento. Il successo arriva due anni dopo con Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, ritratto agrodolce del precariato e della sottoccupazione contemporanea, dove Isabella si fa notare pur avendo accanto attrici forse più vistose come Micaela Ramazzotti e Sabrina Ferilli per il suo ruolo di neolaureata in filosofia alle prese con i gironi infernali e truffaldini dei call center.
I successivi ruoli sono conferme: è a fianco di Aldo, Giovanni e Giacomo ne Il cosmo sul comò, interpreta la protagonista di una storia d'amore dilatata in Dieci invernidell'esordiente Valerio Mieli e la fanciulla ottocentesca alle prese con un amore saffico con Valeria Solarino in Viola di mare di Donatella Maiorca. Quest'anno è stata Elena, la moglie dal tragico destino di Elio Germano in La nostra vita e la vedremo in Un altro mondo per la regia di Silvio Muccino e Il primo incarico, diretto da Giorgia Cecere, presentato a Venezia.
Non velina, non attratta dal cinema commerciale, Isabella Ragonese rappresenta ottimamente un cinema che sa piacere al pubblico senza squalificarsi, che sa attirare pubblico nelle sale facendolo pensare, appassionandolo, divertendolo e commuovendolo con storie piccole o grandi del mondo di oggi o di ieri.


