Giovedì, 02 Settembre 2010 00:00

Ascanio Celestini a Venezia: Il mio elogio funebre del manicomio elettrico

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Sguardo fisso, fintamente allucinato. Sagacia nutrita da un linguaggio forbito. Arguto e pungente, Ascanio Celestini si accinge a varcare la soglia del Festival di Venezia. Il 2 settembre infatti, alla 67esima edizione della kermesse cinematografica sarà in concorso con il film “La pecora nera”.

In programma per giovedì 2 settembre alle ore 16.45 in Sala Grande e il 3 settembre alle ore 13.45 al Palabiennale, il lungometraggio  racconta le memorie e le storie di chi ha vissuto in manicomio, un viaggio tra la più fervida immaginazione e la concretezza abominevole di paure insormontabili.

“Il manicomio è un condominio di santi. So’ santi i poveri matti asini sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione industriale, santa la suora che accanto alla lucetta sul comodino suo si illumina come un ex-voto. E il dottore è il più santo di tutti, è il capo dei santi, è Gesucristo”. In questi scampoli di realtà, è così che uno dei protagonisti, Nicola, racconta i suoi 35 anni di “manicomio elettrico”, e nella sua testa scompaginata realtà e fantasia si scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. Nicola è nato in quelli che definisce “i favolosi anni Sessanta”. Secondo il racconto cinematografico realizzato da Celestini, il mondo che lui vede dentro l’istituto non è poi così diverso da quello che sta correndo là fuori , un mondo sempre più vorace, dove l’unica cosa che sembra non potersi consumare è la paura.

Dopo aver pubblicato per Einaudi il libro omonimo, Ascanio Celestini si mette dietro la macchina da presa per raccontare le vite di coloro che hanno conosciuto l’esperienza nel manicomio.

Prodotto da Madeleine, in collaborazione con Rai Cinema, BIM Distribuzione coprodotto da Alessandra Acciai, Carlo Macchitella e Giorgio Magliulo, il film è stato riconosciuto di interesse culturale con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per il Cinema.

Sul grande schermo ad interpretare i protagonisti di un mondo tra realtà e finzione anche lo stesso  Celestini insieme a Giorgio Tirabassi, Maya Sansa, Luisa De Santis, Nicola Rignanese, Barbara Valmorin. Per la prima volta sullo schermo Luigi Fedele, con l’amichevole partecipazione di Teresa Saponangelo.

Un progetto che nasce nel 2005 cambiando forma e genere, La pecora nera nasce come piece, sale sul palcoscenico di molti teatri andando in replica più volte, diventando poi sceneggiatura per un film da presentare al Ministero.

Dopo otto anni di interviste sull’istituzione manicomio, fatte dal magistrale paroliere Celestini, nel luglio scorso viene anche pubblicato il libro dvd omonimo, mentre viene ultimato il montaggio del film in concorso a Venezia.

L’avevamo lasciato ai monologhi dalle sembianze di favole durante il programma di Parla con me di Serena Dandini, le sue argute e piacevolmente irriverenti analisi hanno parlato di lotta di classe e di razzismo. Da domani lo vedremo in anteprima sul grande schermo, ancora una volta al servizio di una denuncia di disumanità non troppo lontana nel tempo.

Letto 115 volte Ultima modifica il Giovedì, 02 Settembre 2010 15:38

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