E' considerato il Tom Cruise indiano, i suoi film arrivano anche negli Stati Uniti, ma agli agenti dell'aeroporto di Newark, nel New Jersey, è bastato il suo cognome arabo per trattenerlo per oltre due ore. E' accaduto a Shahrukh Khan, 43 anni, inserito dal magazine Newsweek nella classifica dei 50 uomini più influenti del mondo, liberato solo dopo l'intervento della diplomazia indiana. Secondo Khan, gli agenti si sarebbero insospettiti esclusivamente per il suo cognome. "Mentre stavo aspettando i miei bagagli - ha raccontato il divo ad una tv indiana - uno dei computer dell'aeroporto ha segnalato il mio cognome come sospetto. Le guardie mi hanno immediatamente condotto in una stanza per interrogarmi e, malgrado avessi tutti i documenti in regola, mi hanno tenuto sotto torchio per due ore prima di farmi fare una telefonata all'ambasciata indiana. A quel punto, i diplomatici hanno confermato quanto io stavo già sostenendo per tutto il tempo: che sono un attore".
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