Mercoledì, 01 Settembre 2010 00:00

CSI: Grave Danger. Incursioni e contaminazioni televisive

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Non sono mai andato ad una scuola di cinema, sono andato a vedere film”. Quentin Tarantino è sempre stato un grande amante di cinema, soprattutto le pellicole d’ exploitation, il cinema d’ azione di Hong Kong, gli spaghetti western ed il cinema italiano, la nouvelle vague francese ed il cinema britannico. Questa sua passione emerge in tutti i suoi girati, con citazioni, dialoghi ed omaggi. Ma Tarantino, nato come sceneggiatore, ha subito scoperto la passione di essere dietro la telecamera, e numerose sono state le sue incursioni nel mondo dei serial televisivi.

Era il 25 febbraio 2005 quando venne annunciato che Quentin avrebbe diretto un episodio della serie televisiva CSI. Indiscrezione confermata anche da George Eads, Nick Stokes nella serie, in un’ intervista subito dopo che CSI aveva vinto il Best Drama Ensemble ai Sag Awards (Screen Actors Guild Awards), premi consegnati ogni anno alle migliori interpretazioni degli attori che fanno parte dell’ associazione. Il 28 luglio l’ episodio Sepolto vivo – Grave Danger, vedeva Tarantino alla regia della serie più acclamata sia negli USA che in Italia. Il materiale girato era talmente tanto che vennero creati due episodi da 45 minuti ciascuno. In questi episodi, l’ agente Nick Stokes viene rapito e rinchiuso, sepolto vivo, in una bara di plexiglass, ripreso da una webcam che trasmette le immagini al quartier generale della squadra di polizia scientifica di cui Stokes fa parte.

Tarantino non è nuovo a tutto ciò. In passato aveva già diretto un episodio della serie televisiva medica ER, episodio 24 della prima serie, Maternità - Motherhood. Era in programma anche la regia di un episodio della serie X – Files ma a causa di problemi con la directors Guild, il progetto non andò in porto. Il 30 novembre 1996 il Chicago Sun Times scriveva che Tarantino non avrebbe diretto un episodio della serie, perché la DGA, la Directors Guild of America non glielo consentiva, poiché esserne membro era un requisito necessario per dirigere la serie. Heroes invece è stato rifiutato dal regista. Anzi di fronte a chi gli chiedeva perché avesse rifiutato la regia di alcuni episodi della seconda serie del telefilm, che in America sta facendo molti proseliti, ha risposto ad una maniera tutta tarantiniana: “Non ho neppure mai visto quel la fottuta serie”.

Da regista ad attore nel telefilm Alias, episodi 12 e 13 della prima serie La scatola – The box in cui interpreta Mckenas Cole, e 11 e 13 della terza Il passato – Full disclosure e Oltre i sei – After six. Di nuovo attore in Cuori senza età, episodio 6 della quarta serie ed episodi 25 e 26 della quinta e in All american girl, episodio 18 della prima serie.

A chi gli chiedeva perché tanta violenza nei suoi girati, lui rispondeva che le idee provengono dalla sua sensibilità e da ciò che gli ruota intorno. E a chi lo accusa di strumentalizzare la violenza, risponde che tutti i giorni assistiamo a scene di violenza domestica o a persone che si fanno saltare in aria, una nouvelle vague che crede che per fare grandi film ci voglia fede, capacità visionaria e tanto coraggio, ed a Hollywood tutto questo spesso manca.
Letto 306 volte Ultima modifica il Mercoledì, 01 Settembre 2010 11:10

doppioschermo

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