La grande bellezza - Recensione

Jep Gambardella, dimenticato scrittore dall'unica opera in carriera (L'apparato umano), all'alba del suo 65° compleanno fa il giornalista per una rivista culturale, va a dormire molto tardi e intrattiene annoiate relazioni d'amore e d'amicizia con persone sull'orlo del baratro quanto lui.

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Tutto Refn minuto per minuto

Tra i registi in concorso a Cannes spicca nella ricca locandina anche il nome di Nicolas Winding RefnAlla manifestazione concorre con Only God Forgives (Solo Dio perdona), tra l'altro di prossima uscita nelle sale, dove troviamo Ryan Gosling alle prese con criminali thailandesi coinvolti in loschi affari.

Fast & Furious 6 - Recensione

Toretto e O'Conner sembrano aver trovato la loro pace, in qualche isoletta con due rispettive compagne. Ma Dom Toretto non riesce a dimenticare Leticia. E ritorna in pista. Pellicola perfetta (per il suo genere) quella di Lin che grazie a una regia veloce e a un ritmo incalzante non stanca mai e tiene sempre il tasso adrenalinico sopra il livello consigliato a Statham in Crank.

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Aspettando La Grande Bellezza

Martedì 21 maggio: Cannes si veste del tricolore. Attesissimo al festival francese, La grande bellezza di Paolo Sorrentino, unico film nazionale in concorso, si insinua nella nostra capitale ed esibisce, ricordando Federico Fellini, la “dolce vita romana”, oggi probabilmente più turbolenta e traviata di allora, con un cast d’eccezione tutto all’italiana (Toni Servillo, Carlo Verdone, Carlo Buccirosso, Sabrina Ferilli, Pamela Villoresi, Giorgio Pasotti, Isabella Ferrari e tanti altri ancora).

Il grande Gatsby - Recensione

L’aspirante scrittore Nick Carraway, trasferitosi dal Midwest Americano a New York, nella primavera del 1922, si trova ad avere come vicino di casa un misterioso milionario e grande organizzatore di feste, Jay Gatsby. Dalla parte opposta della baia vive Daisy, cugina di Nick e grande amore perduto di Gatsby...

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Cannes 2013 - Il giro del mondo in 19 film

Paul Newman e Joanne Woodward si baciano sulla locandina del 66° Festival di Cannes, in un'immagine tratta da A New Kind Of Love (1963, in italiano Il mio amore con Samantha), e sembrano ricordarci che, mai come in questi tempi bui, il cinema ha la funzione e forse anche il dovere di essere non solo la fotografia dell'esistente, ma anche strumento di distrazione e immaginazione, ancora di salvezza da levare per salpare verso luoghi e tempi lontanissimi. Il programma dei film in concorso - più ecumenico del solito per provenienza geografica, età media e temi trattati - conferma questa sensazione.

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