“Ragazzo se hai trovato la ragazza ricorda che a lei devi fedeltà: la donna è più dolce ma sa anche punire e l'uomo più forte può pure soffrire, ma in due si può andare più in alto, più in alto che mai!”. E’ con strofe come questa, più adatte ad un dramma shakespeariano che ad un anime robotico, che I MiniRobot hanno reso celebre Gaiking – Il robot guerriero, prodotto dalla mitica Toei Animation nel 1976. Forse non il robottone più amato del genere mecha (da noi infatti è ricordato dai nostalgici più per la sua malinconica sigla che per meriti reali), eppure degno membro del filone cui appartiene.
La Iacobelli, nella sua collana I love anime, ha deciso di dedicare un volume anche alla saga degli invasori di Zela. Il libro è stavolta curato da Giovanni Lazzini e si intitola Semplicemente Gaiking – Il robot guerriero!
Come da copione, si tratta di un breve compendio della serie corredato di moltissime immagini e schede integrative. Si parte da un piccolo riassunto della trama per poi andare subito alla descrizione dei nemici. Segue una riflessione sul progetto del Drago Spaziale - centrale nella serie - e sul perché gli alieni decidano di “attaccare sempre e solo il Giappone” (domanda tormentone di tutti gli amanti degli anime robotici). Si passa così all’analisi dei buoni, e quindi alla presentazione dei difensori della terra e dei membri di Gaiking.
La seconda parte del libro inizia con una trattazione un po’ più lunga dei fenomeni più “mistici” legati al cartone, ovvero i misteri archeologici ed i miti trattati all’interno della serie. Subito dopo, una vera chicca per appassionati: un adattamento a fumetti di Gaiking tratto dalla defunta rivista Cartoni in Tivù. Seguono alcune curiosità sulla disputa dei diritti tra Toei Animation ed il mangaka Go Nagai (papà di Mazinga e di Devilman), sulla creazione di Gaiking e sulle caratteristiche tecniche dei robot che compaiono nel cartone. Per concludere, un accenno al manga originale di Akira Oze e al merchandising legato all’anime, sia in Giappone che in Italia.
Non si può definire il migliore volume della collana, questo di Lazzini, dato anche uno stile meno attento e approfondito (diversi gli errori di ripetizione). Ma è apprezzabile lo sforzo della Iacobelli di coprire anche i cult nipponici meno ricordati degli anni d’oro del boom animato in Italia.




