Mercoledì, 25 Marzo 2009 11:18

Sleeping Around

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E' la volta di Sleeping Around (non fatevi ingannare dal titolo, è italiano, e ha anche un titolo italiano: Di letto in letto) di Marco Carniti.

Definito come una sorta di "affresco sulla decadenza della sessualità", il film trae la sceneggiatura da una pièce teatrale inglese che è a sua volta una riscrittura contemporanea della Ronde di Schnitzler.

La fotografia di Paolo Ferrari, la scenografia e persino i tempi e i movimenti delle scene ricordano un pò quelle di Paolo Sorrentino, che a sua volta ricordano un pò quelle di Tarantino... ma i dialoghi probabilmente fanno fatica a imporsi sul resto.

Rappresentare il sesso senza (s)cadere nel voyeuristico o nella pornografia non è facile, il regista supera questo ostacolo, eppure alcuni limiti restano.

Anche qui come in altre pellicole presentate al Festival, le storie dei dieci personaggi s'incastrano in una commedia corale per descrivere i vari rapporti tra sentimenti, potere e sesso, appunto.

L'argomento si racconta (quasi da sè) attraverso le insicurezze, la noia, il desiderio di ciò che non si ha, la paura di restare soli, lo scindersi dai sentimenti, la sterilità di molte delle relazioni moderne, l'arma per difendersi o affermarsi.

Solo nel finale il sesso è un puro atto d'amore, ma c'è anche quello, come la speranza in fondo al vaso di Pandora che viene dopo tutti i mali.

Cast assolutamente d'eccezione, nonchè impeccabile nella performance: Anna Galiena, l'attore argentino Darío Grandinetti, già interprete di Parla con lei di Almodovar, Danilo Nogrelli, la promessa e talento emergente del cinema italiano Marco Foschi, Francesca Faiella, Jun Ichikawa, Carmen Giardina, Lorenzo De Angelis, Jamil Hammoudi e Carolina Salvati.

Il risultato è meno realistico di quanto presumibilmente non voleva esserlo nell'intento, alcune situazioni sono improbabili o poco attuali e attualizzabili, forse avveniristiche? L'immedesimarsi completamente o quasi in una nevrosi continua e assolutistica dà una visione e una risposta leggermente cupa e aspra ai sentimenti, alle relazioni e alla ricerca dell'amore nella nostra società, ma è questo ciò che lascia, e possiamo condividerlo, oppure soltanto goderci (è il caso di dirlo) l'opera.
Letto 302 volte Ultima modifica il Mercoledì, 25 Marzo 2009 12:44
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doppioschermo

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