Sing for Darfur è una specie di filastrocca per bambini, una canzoncina che è un inno a cantare per la propria terra, e più che come un film vero e proprio, si presenta come un progetto.Non è un documentario, il Darfur non c'è, nel senso che non lo vediamo, probabilmente così come è assente nelle nostre vite.
E il progetto del regista olandese Johan Kramer sta nel mostrarci l'indifferenza e la distanza del mondo occidentale rispetto a quanto avviene nella regione sudanese, ma senza rimproveri perché il senso non è colpevolizzarci, ma solo farci riflettere. Fermarsi, pensare, ascoltare... azioni così comuni che diamo per scontate, e invece eccoci presi dalla pubblicità in TV, dal telefonino, dal videogioco, dall'appuntamento di lavoro fino a quello dal parrucchiere, e siamo sempre di corsa, abbiamo fretta, e non abbiamo tempo e non ascoltiamo. E non sentiamo.
Siamo tutti piccoli cosmi, e ognuno è indaffarato a mandare avanti il suo, e gli altri cosmi sono di passaggio e possono interferire col nostro, potrebbero addirittura rischiare di farlo fermare per un pò!
Il film è stato girato a Barcellona, si svolge nell'arco di una giornata che prevede un mega concerto pop per il Darfur, Sing for Darfur appunto. Interamente in bianco e nero, scene e sequenze rapide e veloci ci passano davanti agli occhi, come la vita. In particolar modo le vite di trenta persone diverse che seguiamo per le strade e il traffico della città, a ritmo di musica elettro-funky, scoprendo la loro relazione col Darfur, imparando che c'è razzismo, superficialità, ignoranza.
Tutto questo grande traffico, con il suo affaccendarsi e le sue corse, in realtà ci lascia immobili rispetto ad altro.
Allora come "riscattarsi" da questa posizione e contribuire in qualche modo, come informarsi, come farsi sentire?
Andando con più lentezza forse, quella che ci permette di chiedere "tu cosa ne pensi?" e cantando. E' quello che fa l'unica donna del film ad avere colore, il verde brillante di speranza del vestito e il rosso pulsante di vita del fazzoletto.
Presentato e applaudito al Tokyo International Film Festival, ha aperto l'ottava edizione del RIFF e si è aggiudicato il premio New Vision per l'impegno creativo nella cinematografia indipendente.
Chi volesse approfondire il tema in questione può visitare il sito www.singfordarfur.org, per informarsi, informare e riflettere.


