Sabato, 21 Marzo 2009 18:00

Sing for Darfur

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)
Sing for Darfur è una specie di filastrocca per bambini, una canzoncina che è un inno a cantare per la propria terra, e più che come un film vero e proprio, si presenta come un progetto.

Non è un documentario, il Darfur non c'è, nel senso che non lo vediamo, probabilmente così come è assente nelle nostre vite.

E il progetto del regista olandese Johan Kramer sta nel mostrarci l'indifferenza e la distanza del mondo occidentale rispetto a quanto avviene nella regione sudanese, ma senza rimproveri perché il senso non è colpevolizzarci, ma solo farci riflettere. Fermarsi, pensare, ascoltare... azioni così comuni che diamo per scontate, e invece eccoci presi dalla pubblicità in TV, dal telefonino, dal videogioco, dall'appuntamento di lavoro fino a quello dal parrucchiere, e siamo sempre di corsa, abbiamo fretta, e non abbiamo tempo e non ascoltiamo. E non sentiamo.

Siamo tutti piccoli cosmi, e ognuno è indaffarato a mandare avanti il suo, e gli altri cosmi sono di passaggio e possono interferire col nostro, potrebbero addirittura rischiare di farlo fermare per un pò!

Il film è stato girato a Barcellona, si svolge nell'arco di una giornata che prevede un mega concerto pop per il Darfur, Sing for Darfur appunto. Interamente in bianco e nero, scene e sequenze rapide e veloci ci passano davanti agli occhi, come la vita. In particolar modo le vite di trenta persone diverse che seguiamo per le strade e il traffico della città, a ritmo di musica elettro-funky, scoprendo la loro relazione col Darfur, imparando che c'è razzismo, superficialità, ignoranza.

Tutto questo grande traffico, con il suo affaccendarsi e le sue corse, in realtà ci lascia immobili rispetto ad altro.

Allora come "riscattarsi" da questa posizione e contribuire in qualche modo, come informarsi, come farsi sentire?

Andando con più lentezza forse, quella che ci permette di chiedere "tu cosa ne pensi?" e cantando. E' quello che fa l'unica donna del film ad avere colore, il verde brillante di speranza del vestito e il rosso pulsante di vita del fazzoletto.

Presentato e applaudito al Tokyo International Film Festival, ha aperto l'ottava edizione del RIFF e si è aggiudicato il premio New Vision per l'impegno creativo nella cinematografia indipendente.

Chi volesse approfondire il tema in questione può visitare il sito www.singfordarfur.org, per informarsi, informare e riflettere.
Letto 335 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Marzo 2009 18:47

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.