Domenica, 22 Marzo 2009 17:46

Alice

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Alice è una giovane donna ben vestita e dalla faccia vispa seduta nella sala d'aspetto di un ospedale psichiatrico.

Il suo sguardo va alla finestra, fuori un ragazzo è riuscito a scappare e adesso è nudo nel cortile, inseguito dagli infermieri. Le scappa un sorriso quasi affettuoso. Scambia due chiacchiere con la signora seduta accanto a lei e, quando aprono le porte per le visite, entra nel reparto.

Attraversando il lungo corridoio si ferma a osservare quasi involontariamente ciò che accade aldilà di quelle porte lasciate socchiuse, poi abbassa lo sguardo, stavolta un pò rattristato. Entra nella stanza di una donna, inizia a parlarle, l'aiuta a metterla a letto, e poi, finalmente, si siede anche lei, sul lettino accanto, il suo.

Alice ogni domenica s'inventa una vita "normale" per rassicurare la sua compagna di stanza, recita la parte del parente apprensivo in visita che racconta del suo lavoro e della sua famiglia, poi, tolta la maschera, ritorna a essere se stessa.

Il cortometraggio di Stefano Anselmi presentato al RIFF vede come protagonista Isabella Ragonese, già apprezzatissima in Tutta la vita davanti, l'ultimo film di Paolo Virzì, che si riconferma apprezzabilissima nei panni di Alice.

Le sue mutabili eppure volitive espressioni qui dimostrate aderiscono perfettamente al senso del film: che differenza c'è tra quelli che definiamo "malati" e i "sani" del nostro tempo? Il regista sembra domandarsi se questa differenza poi, esista ancora.
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