Martedì, 19 Gennaio 2010 22:21

La dolce vita

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Il film che ha dato il nome ad un'intera stagione della società e della cultura romane e italiane, che ancora oggi viene citato anche magari a sproposito quando si parla di stili di vita edonistici praticati senza pensieri dagli strati privilegiati della popolazione. Un film che ha una scena citatissima e memorabile (il bagno nella fontana di Trevi) e un'altra che fece scalpore (lo spogliarello alla festa), ma che merita di essere visto o rivisto per intero per il ritratto d'epoca e l'analisi morale che offre.

Marcello Rubini, giornalista che sogna di diventare scrittore ma che intanto si arrangia per guadagnare, lavora a Roma seguendo vari eventi, emblematici di quei tempi. A Roma c'è ancora spazio per la religione e il sentimento popolare, e quando una gigantesca statua di Gesù vola sopra la città tutti si fermano a guardarla, così come occorre fare un reportage su due bambini che nei prati di una borgata sostengono di aver visto la Madonna.

Ma Roma è anche la città del divismo, e Marcello, pur avendo una fidanzata, Emma, che per altro trascura, si sente attratto dalla bellissima diva hollywoodiana Sylvia, con la quale passa una serata memorabile con tanto di bagno nella fontana di Trevi, peccato che in albergo ci sia il fidanzato di lei, manesco.

Roma è anche la città delle feste dell'aristocrazia e dei nuovi ricchi, durante le quali avvengono trasgressioni come spogliarelli e simili, o di famiglie bene che suscitano l'ammirazione di Marcello, salvo poi essere teatro di drammi da cronaca nera. E alla fine ci si può trovare su una spiaggia per l'ennesimo scoop e vedere una ragazzina innocente come unica speranza di purezza e di un futuro migliore, senza riuscire a capirla.

La dolce vita, film che suscitò polemiche per la commistione di sacro e profano, la sensualità, la schiettezza con cui metteva in scena i vizi di un mondo invidiato e invidiabile, è il ritratto di un'epoca in cui Roma, capitale di un Paese uscito sconfitto dalla guerra e diventato la sesta potenza industriale mondiale, era un luogo da sogno, tra un passato glorioso come storia e arte e un presente sensuale e opulento, anche se con dietro spesso un vuoto esistenziale profondo, che porta un professionista a sentirsi sminuito dal suo lavoro e suscita tragedie familiari all'apparenza senza senso.

Marcello è Marcello Mastroianni, nel suo ruolo forse più famoso, allegro e disperato, disincatato e voglioso di esperienze, sguardo implacabile su un microcosmo che sconvolge, affascina, strazia. Anita Ekberg diventa un sex symbol grazie a questo film, e anche se la sua carriera non conoscerà altri picchi di fama resterà un'icona proprio per quel famoso bagno nella fontana. Tra gli altri personaggi spiccano altri volti di donne, Anouk Aimée, Nadia Gray, Yvonne Furneaux, Valeria Ciangottini, rappresentanti femminili di una città e di una vita, vittime e protagoniste di un sistema che inghiotte vite e umanità.

Testimonianza d'epoca ma anche storia morale sul vuoto di un mondo invidiabile, La dolce vita è per molti il punto di arrivo del cinema di Fellini, un ritratto di una sua umanità dolente e godereccia, in cerca di un riscatto ma in fondo ripiegata sul suo destino perché incapace di cambiare, come Marcello, che non riesce a cogliere le frasi forse di speranza che gli dice una bambina dopo una notte di follia sulla spiaggia.

Letto 204 volte Ultima modifica il Martedì, 19 Gennaio 2010 23:44

doppioschermo

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