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The Young Victoria

Tre candidature per Oscar tecnici, scenografia, costumi e trucco, per questo filmone in costume del francese Jean Marc Vallée, che ricostruisce l'avvento al trono, nel 1837, di Vittoria, oscura principessa diventata regina per problemi dinastici, dando vita ad uno dei regni più lunghi e più amati dai suoi sudditi. Il film si concentra sulla giovinezza della regina, lasciando poi alle didascalie il raccontare come andò avanti la sua storia, fiaba senz'altro in parte all'inizio, non così fiabesca poi. Il film, stranamente inedito in Italia, dove uscirà a marzo direttamente in dvd, presenta il mondo ottocentesco con minuzia di particolari: le nomination agli Oscar sono meritate per la cura tipica del resto dei cosiddetti period movies inglesi, soprattutto i costumi e le scenografie interne ed esterne, tra ambienti ricostruiti e veri palazzi. Il film è stato tra l'altro prodotto da Martin Scorsese e da Sarah Ferguson, ex moglie del principe Andrea d'Inghilterra, dedita da tempo ad attività umanitarie e culturali. La trama, a tratti romanzata (Vittoria non fu mai vittima di un attentato che per poco uccideva l'amato marito Alberto, espediente narrativo aggiunto in maniera fittizia per drammatizzare il tutto), non aggiunge molto al ruolo storico della regina, ma rappresenta un destino in fondo insolito con magnificenza ma nello stesso tempo con senso del quotidiano, senza tralasciare l'aspetto sentimentale e intimo della vita di questa ragazza diventata regina, in un momento non facile, e per la famiglia reale e per il Paese. Buono comunque il cast: Emily Blunt, ex isterica giornalista di moda in Il diavolo veste Prada, è una Vittoria dosata e non melensa, il giovane Rupert Friend si cala bene nel ruolo di Alberto del Belgio (di cui restano fuori gli aspetti più reazionari, fu lui ad influenzare nella realtà storica la consorte sui temi di morale), Paul Bettany è un perfetto lord Melbourne, suo consigliere nei primi anni, e sono da segnalare i veterani Miranda Richardson (la madre di Vittoria) e Jim Broadbent (re Guglielmo, lo zio di Vittoria), e il caratterista Mark Strong (sir Conroy). Più curato, meno kitsch e più interessante del precedente, vecchio film sulla regina Vittoria anni Cinquanta con Romy Schneider, che si chiamava La giovane regina Vittoria, The young Victoria dimostra la capacità del cinema inglese di saper restituire il passato in film garbati, sontuosi e mai troppo elitari, popolari come tematiche, capaci di restituire personaggi storici e romanzeschi in maniera efficace, senza noia e con gran gusto dello spettacolo. Il lavoro di John Henry Gordon e Jenny Shircore al trucco, di Patrice Vermette e Maggie Gray alla scenografia, e di Sandy Powell ai costumi è indubbiamente la parte più apprezzabile artisticamente e visivamente di un film comunque piacevole per chi ama i film in costume magari con un pizzico di realismo storico.
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