Anno 1954. La Seconda Guerra mondiale, con il male assoluto dei campi di concentramento nazisti, è una ferita ancora aperta nello spirito di una generazione. Le paranoie fomentate dalla Guerra Fredda fanno vedere complotti ovunque. La psichiatria è ancora ai propri albori e chi soffre di problemi mentali viene rinchiuso in manicomi che somigliano più a prigioni medievali che a luoghi di cura e sottoposto "trattamenti" che vanno dall'elettroshock alla lobotomia. È in questo clima che Dennis Lehane ambienta il libro da cui è tratta l'ultima fatica di Scorsese. Non si tratta sicuramente di un capolavoro, nè del miglior film del regista italoamericano. Ma nei suoi 138 minuti di durata Shutter Island si rivela un thriller psicologico molto coinvolgente, e ben congegnato. Nell'ospedale psichiatrico per criminali violenti Ashecliffe, situato su Shutter Island, un'isoletta sperduta a largo di Boston, una paziente pluriomicida riesce a evadere dalla propria cella senza lasciare alcuna traccia. L’agente dell’FBI Teddy Daniels (Leonardo Di Caprio) viene incaricato di risolvere il mistero e raggiunge l’isola con il suo nuovo compagno, Chuck Aule (Mark Ruffalo), inseguito da una tempesta minacciosa. In pochi giorni la sua vita sarà sconvolta dall'esperienza di un'indagine che diventa sempre più complicata e difficile, e da un clima, come quello di un ospedale psichiatrico isolato dal mondo, in grado di riportare in vita tutti gli incubi di un passato irrisolto. In un'atmosfera gotica, resa ancora più angosciante dall'abbattersi della tempesta, i confini fra realtà, sogno e follia sembrano diventare sempre più labili... Shutter Island ha diviso il pubblico e la critica. Per raccontare le paure e le paranoie del dopo
guerra americano Scorsese si rifà al cinema horror di quel periodo, e anche chi non sia un appassionato del genere riconoscerà in questa pellicola le atmosfere dei thriller in bianco e nero. Molti hanno visto in questa scelta un banale esercizio di stile, una pigra riproposizione di cliché già noti. A un regista di rango, poi, non si perdona il ricorso al colpo di scena, e, in definitiva, a un linguaggio cinematografico popolare. Questa pellicola, però, non rappresenta solo un affresco delle angosce di un epoca, ma è anche un viaggio nella mondo della pazzia. Grazie anche a un'interpretazione di grande intensità di Leonardo Di Caprio, Shutter Island riesce a far immedesimare profondamente lo spettatore con il personaggio di Teddy Daniels,facendogli assumere il suo punto di vista, e portandolo così a provare in prima persona le sue paure, i suoi incubi, i suoi meccanismi di difesa, il suo straniamento. Giunti ormai al quarto film insieme, Di Caprio e Scorsese mostrano ancora una volta una sintonia perfetta. Colpisce di più è, invece, il confronto inedito fra l'attore superstar di Titanic e il meno noto Mark Ruffalo (Eternal Sunshine of the Spotless Mind, In the cut, Collateral). Il rapporto fra i loro due personaggi è un perno fondamentale negli ingranaggi di questa storia e i due attori riescono a conferirgli grande realismo e naturalezza.
guerra americano Scorsese si rifà al cinema horror di quel periodo, e anche chi non sia un appassionato del genere riconoscerà in questa pellicola le atmosfere dei thriller in bianco e nero. Molti hanno visto in questa scelta un banale esercizio di stile, una pigra riproposizione di cliché già noti. A un regista di rango, poi, non si perdona il ricorso al colpo di scena, e, in definitiva, a un linguaggio cinematografico popolare. Questa pellicola, però, non rappresenta solo un affresco delle angosce di un epoca, ma è anche un viaggio nella mondo della pazzia. Grazie anche a un'interpretazione di grande intensità di Leonardo Di Caprio, Shutter Island riesce a far immedesimare profondamente lo spettatore con il personaggio di Teddy Daniels,facendogli assumere il suo punto di vista, e portandolo così a provare in prima persona le sue paure, i suoi incubi, i suoi meccanismi di difesa, il suo straniamento. Giunti ormai al quarto film insieme, Di Caprio e Scorsese mostrano ancora una volta una sintonia perfetta. Colpisce di più è, invece, il confronto inedito fra l'attore superstar di Titanic e il meno noto Mark Ruffalo (Eternal Sunshine of the Spotless Mind, In the cut, Collateral). Il rapporto fra i loro due personaggi è un perno fondamentale negli ingranaggi di questa storia e i due attori riescono a conferirgli grande realismo e naturalezza.Articoli dello stesso autore:
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