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Domenica, 05 Febbraio 2012 16:12

La verità nascosta - Recensione

Un film angosciante che spiazza il pubblico svelando il meccanismo del proprio thriller prima del previsto. E che, nonostante tutto, tiene col fiato sospeso fino alla fine

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Lunedì, 19 Settembre 2011 02:00

La Pelle Che Abito

Da quando sua moglie è morta, bruciata in un incidente d'auto, il dottor Robert Ledgard, eminente chirurgo plastico, ha lavorato alla creazione di una nuova pelle con la quale avrebbe potuto salvarla. Dodici anni dopo riesce a coltivarla nel suo laboratorio, una pelle sensibile alle carezze, ed insieme un'autentica corazza contro tutte le aggressioni sia esterne che interne, delle quali è vittima il nostro organo più esteso. Oltre agli anni di studio e di sperimentazioni Robert aveva bisogno di una cavia umana, di un complice e di nessuno scrupolo. Gli scrupoli non sono mai stati un problema, non facevano parte del suo carattere. Marilia, la donna che si è occupata di lui dal giorno della sua nascita è la più fedele delle complici, non gli verrà mai meno. E per quanto riguarda la cavia umana... Ogni anno scompaiono di casa decine di giovani di entrambi i sessi, in molti casi per volontà propria. Uno di questi giovani finisce per condividere con Robert e Marilia la splendida villa, El Cigarral (La Tenuta). E non di sua volontà...
Pubblicato in Drammatico
Martedì, 15 Settembre 2009 02:00

Gli Abbracci Spezzati

Lo sceneggiatore Harry Caine e sua moglie Lena, l'amore della sua vita, perdono improvvisamente la vista . Quattordici anni dopo Diego, il fedele assistente di Harry, dattilografo e guida, ha un incidente e Harry si ritrova a prendersi cura di lui. Nelle lunghe notti di convalescenza intrattiene Diego raccontandogli la storia della sua vita.
Pubblicato in Drammatico
Venerdì, 13 Novembre 2009 11:51

Gli abbracci spezzati - Recensione

Mateo Blanco, sceneggiatore di discreto successo, è cieco da quattordici anni per un incidente d'auto; da allora si fa chiamare con il solo pseudonimo di Harry Cain e le uniche persone a stargli vicino sono Judit, fedele segretaria di produzione, e il di lei figlio Diego, che lo assiste e gli fa da dattilografo. Ricoverato una sera in ospedale, Diego chiede a Mateo di raccontargli la storia del suo incidente.
Troppa cinefilia può far danni? E' la seconda volta in meno di due mesi che ci ritroviamo a farci la stessa domanda, la seconda volta dopo che i Bastardi senza gloria di Tarantino già ci avevano messo la pulce nell'orecchio. La straordinaria, quasi carnale, passione per la settima arte da parte di Q.T. annullava qualsiasi sospetto di snobismo o autoreferenzialità; l'intento di Tarantino era essenzialmente quello di esaltare il cinema come "unica igiene del mondo", in una concezione futurista della celluloide, che riscriveva la Storia e addirittura ne era giudice ed esecutore. E Almodòvar? Si esce dal cinema con la poco gradevole sensazione di aver assistito al suo peggior lavoro da molti anni (almeno un decennio) a questa parte: un fim stonato, addirittura freddo (una bestemmia per il regista manchebo), dalla melodrammaticità costruita e di rado sinceramente autentica. Tutto ciò che è caliente, emozionante, carico di pathos proviene dall'altrove: una scena di Viaggio in Italia di Rossellini, una caduta dalle scale à la Via col vento e altro ancora in un'opera traboccante di citazioni cinematografiche. L'amore per il cinema in ogni suo aspetto (persino il making of, del quale - non a torto - Almodòvar rivendica dignità artistica, consapevole che il riprendere e l'osservare gli attori appena fuori dal lavoro possa essere foriero di altrettante storie) non si discute e non è neanche da biasimare; ma si ha la forte impressione che l'omaggio appassionato all'arte di Talia (ormai un "must" per quasi tutti i registi; il resto della vita è così tanto difficile da raccontare?) nasconda un vuoto di creatività; la rifrittura finale di "Donne sull'orlo di una crisi di nervi", la scena più divertente del film, sembra così - più che un ammiccamento o un'ulteriore auto-citazione - freudianamente un sospiro nostalgico nel ricordo del Pedro che fu. Tecnicamente ineccepibile e ricco anche di notevoli virtuosismi di sceneggiatura (l'impagabile Lola Duenas lettrice di labiali, Penelope che doppia se stessa) che tuttavia non riescono a fondersi in una struttura di più ampio respiro che esuli dal solito schema di melodramma a flashback, Gli abbracci spezzati è un'opera di buon valore assoluto, dacché Pedro ha ancora molto da insegnare a tutti i livelli (la divertente e sfacciata catarsi finale, meravigliosamente sottotono, grande scena comica); ma che a noi almodovariani della prima ora lascia in bocca il sapore dolciastro del rimpianto.
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Secondo l'industria del cinema le attrici e gli attori dovrebbero apparire sempre giovani

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Un film su un enorme uso e abuso di potere da parte del protagonista e sull'istinto di sopravvivenza”, ma soprattutto, sul tema dell'identità “che è una cosa che va oltre ai genitali che ci si ritrova dalla nascita”

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Il regista spagnolo a Cannes con il suo La piel que habito.”Mi piace il thriller perché che unisce più possibilità di condividerne altri. Per me che sono incapace di rispettare le regole, questo è fondamentale”, ha spiegato
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Giovedì, 12 Aprile 2012 16:39

Penélope Cruz pronta a incantare Roma

Ha esordito con Bigas Luna e ha ottenuto il successo con Almodovar. Adesso con Woody Allen è lei la star.

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pedro-almodovar-e-antonio-banderasA ventuno anni di distanza da Legami, Antonio Banderas e Pedro Almodovar torneranno a lavorare insieme per girare l'adattamento cinematografico del romanzo La tarantola, un thriller dal francese Thierry Jonquet pubblicato nel 1999, che parla della vendetta di un chirurgo plastico contro l'uomo che ha violentato sua figlia. ''Si tratterà di un film horror, una cosa che ho sempre avuto molta voglia di fare e che non ho mai fatto, anche se non rispetterò nessuna regola del genere'', ha dichiarato Almodovar, senza specificare la data di inizio delle riprese del film, dal titolo provvisorio La piel que habito, che dureranno 10 settimane.
La prima collaborazione tra l'attore e il regista risale al 1982, quando a soli 22 anni l'attore ha recitato nel film Labirinto di passioni, per girare poi Matador e nel 1988 Donne sull'orlo di una crisi di nervi. Negli ultimi anni, Banderas, che dal 1996 è sposato con l'attrice americana Melanie Griffith, ha recitato prevalentemente in film hollywoodiani, tra cui La leggenda di Zorro nel 2004.
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