Una superficie di vetro ci separa dal dramma delle azioni di una storia che non lascia respirare, prima di frantumarsi in tanti pezzi ed esplicitare la fobia delle vulnerabilità e della nostra esposizione alla violenza. Un tracciato narrativo spigoloso e tagliente, costruito in una rigida e metodica struttura che gioca cinicamente sul contrasto spettacolare tra la calma apparente e le invisibili guerre contemporanee.
Eva, intenta a godersi vita e ambizioni, decide di rinunciare a tutto per crescere Kevin, il figlio inatteso frutto della relazione con Franklin. Dall’inizio, però, il suo rapporto con il bambino è fatto di rifiuto e sensi di colpa, sino a quando Kevin non commette un atto irreparabile che amplifica le responsabilità…
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