Dopo Good Will Hunting, che gli è valso il premio Oscar per la migliore sceneggiatura nel 1998 assieme all’amico-collega Matt Damon, e Gone Baby Gone sua prima prova da regista, Ben Affleck torna a Boston con The Town e fa l’en plein visto che scrive, dirige e interpreta la pellicola, presentata a Venezia e in uscita oggi nelle sale italiane. Il protagonista, lo stesso Affleck appunto, è Doug, giovane dalla carriera sportiva stroncata sul nascere, che vive a Charlestown, quartiere malavitoso di Boston. Seguendo le orme del padre Doug è a capo di un gruppo di ladri esperti in rapine nelle
banche più importanti della città. Qualcosa cambia quando, nel corso dell’ennesimo colpo, il suo amico Jem (Jeremy Renner) prende in ostaggio, per poche ore, Claire (Rebecca Hall), direttore di una banca. In Doug scatta qualcosa e il desiderio di evadere e cambiare comincia a prevalere.
La delinquenza, una città quotidianamente segnata dalla criminalità, l’odio, il cattivo dal cuore buono. Affleck sfrutta al meglio tutti i temi tipici del genere, senza proporre nulla di nuovo e particolarmente originale ma creando un mix classico e intelligente, che alterna adrenalina e romanticismo. Qualche inseguimento mozzafiato e la più classica scena romantica che fa sospirare, fanno il resto, così che la pellicola riesce ad appassionare il pubblico più variegato. Ed è proprio questo il pregio del film: invece di arenarsi dell’ossessiva ricerca di originalità, in The Town c’è tutto il già visto in un classico noir, ben reso e rafforzato da un’ottima galleria di personaggi e dialoghi interessanti e serrati. Se lui stesso ha deciso di ritagliarsi il ruolo del cattivo ragazzo che vuole redimersi, non c’è nulla da rimproverare sulla scelta del cast, davvero impeccabile. Buona la prova di Rebecca Hall brava e mai eccessiva nonostante l’emotività del suo personaggio. Sicuro e imponente al punto giusto Jon Hamm nei panni del detective dell'FBI che ha, come unica vocazione, la caccia al gruppo di ladri.
Davvero ottima la performance di Jeremy Renner che interpreta l’amico e compagno di rapine Jem, alienato, violento e senza scrupoli.
The Town è, così, una pellicola equilibrata e avvincente quanto basta, che non annoia ne' vuole strafare, anzi ben dosata emotivamente. Se nella prima parte è resa molto bene l’impossibilità di fuggire da quei luoghi e da quel destino che non si sono scelti, il registro cambia quando si presenta la possibilità di scegliere, di scappare e ricominciare, con tutti gli ostacoli del caso, ma senza mai sfociare nella banalità e nel luogo comune. E l’intelligenza di Affleck sta anche nel riuscire a dosare perfettamente gli spazi, aperti e immensi, che si contrappongono all’immobilità dei personaggi, e nell’ottima realizzazione delle scene di violenza, di quella nuda e cruda ma mai eccessiva. Proprio come per la sua prima prova da regista, anche The Town è l’adattamento cinematografico di un’opera letteraria: Il principe dei ladri di Chuck Hogan. Il testo originale non è esattamente un capolavoro e ad Affleck va anche riconosciuta la capacità di essere riuscito a renderlo con abilità e gusto, evidenziandone i punti di forza. Gli si può perdonare, così, anche qualche pecca che, nel finale, non manca. Promosso anche questa volta, dunque, il regista statunitense, che si conferma decisamente al top quando è dietro la macchina da presa.




