Iron Man 2 - Recensione

iron-man-2L’Iron Man di Robert Downey Jr. è probabilmente la migliore fra le incarnazioni viventi di un personaggio dei fumetti finora viste al cinema. Nel film precedente, concentrato - come sempre accade con i primi capitoli - più sulle origini e sulla formazione dell’eroe, veniva presentato un Tony Stark megalomane, cinico, donnaiolo e assolutamente carismatico. E nonostante una conversione morale un po’ frettolosa nella trama, il (manco più tanto) giovane attore aveva reso molto bene le varie sfaccettature della personalità dell’eccentrico industriale, facendo passare in secondo piano gli altri personaggi e l’antagonista dell’episodio. In questo sequel, tuttavia, si ha l’impressione che sia stato premuto un po’ troppo il piede sull’acceleratore.

Scene più spettacolari ce le si aspettava fin dall’inizio (farà la gioia di molti la sequenza del Gran Premio di Monaco, con macchine che saltano e prendono fuoco in un contesto così sportivamente familiare), ma pare quasi che proprio tutti gli elementi possibili siano portati su di giri. Downey/Stark si mostra sempre più strafottente e pieno di tic, perdendo anche un po’ quel fascino controllato che caratterizza il miliardario da sempre anche nei fumetti. Il Justin Hammer di Sam Rockwell (appena apprezzato nel bellissimo Moon) è schizzato e mossettista, e il Rourke/Whiplash coi labbroni a canotto post Wrestler non convince troppo. Persino il Nick Fury tanto atteso dopo il cameo finale di Iron man 1 e impersonato dal buon Samuel L. Jackson è lontano dalla pacata controparte cartaIron-man2-2cea cui dovrebbe riferirsi, ovvero la versione ultimate del personaggio, per disegnare la quale – nota niente affatto trascurabile – i creatori avevano deciso deliberatamente di “copiare” a pie’ pari i tratti dell’attore afroamericano in un immenso tributo/plagio fumettistico.

Molte battute, spesso sovrapposte e a getto continuo, sembrano mirate ad un effetto stordente piuttosto che alla funzionalità della trama. Persino alcune scene volutamente grottesche ed estranianti (come quella della cena Hammer-Whiplash appena sceso dall’elicottero) paiono appartenere più ad altri filoni che al sequel supereroistico che i fan si aspettavano.

Siamo comunque ad alti livelli di intrattenimento e spettacolarità, nonché di recitazione. La speranza è che il maggiore scarto maturato rispetto alla fonte di ispirazione originale in questo secondo film sia sintomatico di una caratterizzazione più personale della saga di Iron Man, che possa auspicabilmente portare ad ulteriori capitoli ancora più originali – persino sperimentali - a vantaggio totale dell’istrionismo downeyano.(e del merchandising legato ai comics del mitico Uomo di Ferro).

Ultima modifica ilVenerdì, 30 Aprile 2010 15:55
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