Venerdì, 09 Aprile 2010 01:34

L'uomo nell'ombra - Recensione

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McGregorL'uomo nell'ombra (Ewan McGragor) è un ghost writer. Uno scrittore che ha il compito di trasformare in avvincenti best seller le noiose biografie di personaggi più o meno noti, senza potersene prendere il merito: non può firmare i propri libri, deve rimanere, appunto, nell'ombra dei propri celebri clienti.

Sembra che abbia trovato un ingaggio particolarmente vantaggioso quando gli vengono affidate le memorie di Adam Lang (Pierce Brosnan), ex primo ministro britannico. Per un compenso a 5 zeri dovrà occuparsi solamente di rimaneggiare il testo, pressoché completo, su cui stava lavorando il precedente ghost writer, morto in un misterioso incidente. Se già le sorti del suo predecessore non sono incoraggianti, ben presto, lo scrittore si accorgerà di essere al centro in un inquietante intrigo di politica, spionaggio e potere, da cui sarà difficile trovare una via d'uscita.

 

Dopo quasi cinque anni di assenza dai grandi schermi (se si escludono i suoi tre minuti in A ciascuno il suo cinema) Roman Polanski torna in sala con un thriller che coglie nel segno: presentato al festival di Berlino 2010 ha vinto l'Orso d'Argento per la regia e riscosso una lunga serie di critiche positive. Gli ingredienti di questo successo sono una sceneggiatura ben calibrata,  un cast notevole e una regia di puro stampo hitchcockiano, perfettamente amalgamati e serviti freschi all'interno di un'ambientazione claustrofobica e tempestosa, metafora del racconto stesso.

P.BrosnamIl titolo originale (The ghost writer) è lo stesso del romanzo di Robert Harris, da cui il film è stato tratto. L'autore ha collaborato attivamente alla realizzazione della pellicola stendendone la sceneggiatura, e dal risultato finale traspare la completa sintonia fra lo scrittore e il regista. Lo stesso Harris ha dichiarato che lavorando con Polanski ha avuto quasi la sensazione di riscrivere il proprio romanzo, migliorandolo. Nasce in questo modo un racconto dotato di molti livelli di lettura, in cui il punto di vista scelto è quello di un ironico, anonimo ghost writer. Una persona comune che cerca la verità in un mondo completamente scollato dalla realtà come quello degli uomini di potere.

Dobbiamo tornare indietro di più di vent'anni, per trovare un'altra pellicola di questo tipo firmata da Polanski: Frantic. Era il 1988 e un chirurgo americano (Harrison Ford) in viaggio con la moglie si trovava coinvolto in un intrigo internazionale. Anche allora il regista si era divertito a gettare un uomo comune in un gioco più grande di lui. Anche allora il risultato fu un thriller di alto livello. Consiglio agli amanti del genere di non perdersi L'uomo nell'ombra, aspettare la prossima perla del regista polacco potrebbe essere piuttosto snervante...

doppioschermo

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