Venerdì, 19 Febbraio 2010 01:00

Wolfman - Recensione

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The Wolfman
Titolo: The Wolfman (The Wolf Man)
Genere: Horror
Cast: Benicio Del Toro, Anthony Hopkins, Geraldine Chaplin, Emily Blunt, Hugo Weaving
Data di uscita: 2010-02-19
Paese: Stati Uniti
Diretto da: Joe Johnston
Durata del film: 102 min.
Anno di produzione: 2009
Distrubutore: Universal Italia
Sito ufficiale: http://www.thewolfmanmovie.com

Trama in breve: Ispirato al film della Universal che inaugurò una tradizione di classici ’horror’, The Wolfman esplora le origini di una inesorabile maledizione. Il premio Oscar® Benicio Del Toro interpreta Lawrence Talbot, un nobile tormentato, che in seguito alla scomparsa di suo fratello, fa ritorno nella proprietà di famiglia, da dove mancava da lungo tempo. Lì Talbot ritrova suo padre (il premio Oscar® Anthony Hopkins) e nel corso delle sue indagini per ritrovare il fratello, scoprirà l’orribile fato che incombe su tutti loro. L’infanzia di Lawrence Talbot era finita alla morte di sua madre. Dopo aver abbandonato il sonnolento villaggio di Blackmoor, Talbot aveva trascorso anni e anni a cercare di dimenticare il passato. Ma quando la fidanzata di suo fratello, Gwen Conliffe (Emily Blunt), lo rintraccia per chiedergli aiuto, Talbot decide di tornare a casa. Al suo ritorno scopre che un essere dalla forza bruta e assetato di sangue sta mietendo vittime fra gli abitanti di Blackmoor e che un sospettoso ispettore di Scotland Yard di nome Aberline (Hugo Weaving) è giunto sul luogo per indagare. Mentre cerca di mettere insieme i pezzi di questo atroce puzzle, viene a conoscenza di un’antica maledizione secondo la quale alcune persone vengono trasformate in lupi mannari quando la luna è piena. A questo punto, se vorrà porre fine al massacro di tanti innocenti, e proteggere la donna di cui si è nel frattempo innamorato, Talbot dovrà distruggere la malvagia creatura che sta seminando il terrore nei boschi di Blackmoor. Ma durante la caccia all’orribile bestia, quest’ uomo semplice, dal passato tormentato, scoprirà in sé un aspetto primordiale, che non avrebbe mai immaginato di possedere...
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The Wolfman

Finalmente, con più di un anno di ritardo arriva sugli schermi il tormentato remake de L'uomo lupo, vittima di svariati problemi, sostituzioni di regia, rimaneggiamenti post produttivi, elementi che, come è spesso accaduto per altri lungometraggi, vanno a danneggiare visibilmente un'opera che si fregia di un cast tecnico e artistico da Oscar, ma che purtroppo si fa trasportare, con poche eccezioni, dalla sfiducia creata da un film nato sfortunato. I primi dubbi sulla riuscita di The Wolfman erano già sorti quando la produzione aveva annunciato che il posticipo della distribuzione fosse dovuto alla tensione troppo elevata riscontrata da chi aveva assistito alla visione. Senza nulla togliere al pur bravo Joe Johnston, che negli anni è riuscito a distinguersi come un bravo artigiano, l'idea che il regista di Jumanji e Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi fosse in grado di realizzare un film tanto spaventoso, lasciava un tantino perplessi. E a vedere il film questa perplessità viene confermata in più punti. A controbilanciare una splendida fotografia che rappresenta un' Inghilterra Vittoriana molto inquietante c'è una colonna sonora scontata e senza guizzi del solitamente bravo e originale Danny Elfman, e non è che la punta dell'iceberg. La storia è sgangherata, tutto è già noto fin dall'inizio e non ci saranno sorprese nello sviluppo degli eventi, se non una storia d'amore tra Benicio del Toro e Emily Blunt attaccata con lo scotch e non supportata dai due attori che risultano annoiati e fuori parte. Non aiuta neanche Anthony Hopkins, relegato in ruolo dalle sfaccettature ridicole, che gigioneggia alla bell'e meglio senza il minimo pathos. Anche Rick Baker si fa trasportare dal vortice della svogliatezza e realizza un lupo mannaro poco convincente e pericolosamente somigliante al Lou Ferrigno di Hulk perdendo nettamente il confronto con Un lupo mannaro americano a Londra, che pure è vecchio di 30 anni. Fortunatamente, almeno gli effetti in CGI sono ottimi e la trasformazione live del lupo non lascia delusi (ma anche in questo caso torna lo spettro del film di John Landis , da cui sembrano aver copiato l'idea degli arti che si allungano e deformano). Cosa rimane alla fine? Una massiccia dose di budella fuoriuscenti, braccia volanti e stomaci divorati, che soddisferà gli amanti dello splatter, che però se vogliono vedersi un horror puro e duro non vanno a vedere Wolfman. Per fortuna che c'è Hugo Weaving che regala un'intensa prova d'attore, ma che, ahilui, è anche costretto a partecipare ad un twist finale degno del peggior horror di serie B.

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