Il protagonista di Ninja Assassin, ultima fatica del regista James McTeigue, si chiama Raizo ed è uno degli assassini più spietati al mondo. Raccolto dalla strada quando era un bambino, è stato trasformato dal clan Ozunu, una società segreta la cui esistenza è considerata un mito, in un killer addestrato e senza scrupoli. Dopo l'esecuzione senza pietà di un suo amico da parte del clan, Raizo rompe i suoi legami e sparisce per preparare la sua vendetta.
Una storia simile al cinema è già arrivata, ma questa pellicola con Kill Bill, il capolavoro di Tarantino, non ha assolutamente niente a che vedere. L’abuso della violenza, del sangue e le azioni iperboliche non sono un omaggio al genere, ma semplicemente qualcosa fine a se stesso fatto ad arte per impressionare un pubblico occidentale.
Chi ha visto V per Vendetta, lavoro precedente del regista McTeigue, rimarrà un po’ deluso da questo lavoro che, a parte la spettacolarità delle scene e dell’azione, non riesce a trasmettere nulla. Il regista dopo la pellicola più “impegnata” ha infatti deciso di dedicarsi ad un progetto più leggero per sua stessa ammissione. McTeigue ha ribadito più e più volte di aver preso spunto dall'estetica dei videogiochi e dei cartoni animati più famosi basati sul mondo dei ninja, volendo così creare il più bel film del genere sotto questo aspetto. Inoltre, a differenza di altri film dove la trama è deficitaria per incapacità degli sceneggiatori, qui la trama latita per via di una precisa scelta stilistica.
C’è quindi un solo modo per affrontare la visione di questo film: considerare questa pellicola come se si stesse vedendo un vecchio film di arti marziali o la filmografia di Chuck Norris: a nessuno verrebbe mai in mente di giudicare i dialoghi o la sceneggiatura di quelle pellicole e nessuno si annoierebbe mai guardandoli. Qui infatti non ci si annoia mai e le scene d’azione sono un’escalation di violente follie che sfociano in un finale pazzesco.




