
Ecco un classico esempio ove delicatezza e gravità di un tema non sono sufficienti a giustificare l’esistenza di un film su esso incentrato.
L’esordio cinematografico di Renato Giordano tratta della storia di un bambino, Luigi, senza padre, vittima di abusi da parte di un amico di famiglia – un vigile – con la complicità prezzolata ed omertosa di sua madre. La storia segue poi la crescita del protagonista con il suo ingresso nel mondo adulto, fra i compromessi difficili della vita nella grande città e le fumose promesse di successo che in qualche modo implicheranno sempre forme più e meno sofisticate di strumentalizzazione del corpo e violenza sessuale.
Nonostante le ottime intenzioni e la buona fede che verosimilmente avranno animato la produzione di quest’opera prima, quasi tutto quello che Senza amore offre è banale ai limiti dello snervante: i dialoghi, la recitazione (a tratti insopportabile quella dell’insegnante di ballo), le situazioni stereotipate, gli sviluppi improbabili, l’insistita apologia di quello che verrebbe impropriamente da chiamare mecenatismo artistico-sociale. Mal si sopporta persino la superficialità del protagonista nella sua fase adulta, per il quale sembra quasi impossibile una vera e propria empatia emotiva, nonostante la consapevolezza del suo triste vissuto. Inaspettatamente didascalico anche il percorso di Luigi - prima latente e poi in atto - verso l’omosessualità (vissuta peraltro in modo compulsivo e strumentale), che tutto il contesto sembra suggerire solo come frutto di traumi infantili e deviazioni caratteriali.
Sarebbe facile fare ironia sul titolo ed affermare che questo film sia stato concepito e girato “senza amore”. Non è questo quello che traspare dalla pellicola, che non nasconde peraltro talune pretese d’intensità e di denuncia. Semplicemente, si tratta di un prodotto assai poco convincente e tutt'altro che privo di sbavature, il quale sortisce l'inevitabile effetto di generare, in un pubblico esigente e disincantato, reazioni emotive lontane da quelle sperate (o socialmente auspicabili).




