Venerdì, 27 Novembre 2009 00:18

Cado dalle nubi - Recensione

Scritto da 
Cado dalle nubi

Checco Zalone (alias Luca Medici), il protagonista di Cado dalle nubi, è praticamente lo stesso Checco Zalone di Zelig, irriverente, divertente e dedito alla storpiatura sistematica della lingua italiana. Vive a Polignano a Mare, in provincia di Bari, e coltiva il sogno di diventare un cantante di successo. La sera si esibisce al pianobar, il giorno fa qualche lavoro nell’impresa edile di suo zio. Quando l’amatissima fidanzata Angela, per cui ha scritto un intero cd, lo abbandona dandogli del fallito incapace di mettere su famiglia, Checco decide di lasciare la Puglia e di trasferirsi a Milano da suo cugino Alfredo (Dino Abbrescia). Qui, mentre tenta di sfondare, colleziona una gaffe dopo l’altra, a cominciare dagli insulti pietistici verso gli “uomini-sessuali” proprio in presenza di Alfredo che da dieci anni convive con il fidanzato Manolo (Fabio Troiano) ma non osa confessarlo alla famiglia (fare “outlet”, come dirà Checco). Molto presto Checco conosce Marika (Giulia Michelini), di cui s’innamora a prima vista e per rivedere la quale accetta di dare lezioni di chitarra ai ragazzi della parrocchia. Non mancheranno nemmeno stavolta gaffes esilaranti visto che il padre di Marika è un leghista convinto pieno di pregiudizi verso i meridionali.

Gennaro Nunziante, rodato sceneggiatore alla sua prima regia, dirige una commedia senza troppe pretese, incentrata sulla comicità spontanea e a tratti dissacrante di Luca Medici, con cui ha scritto anche soggetto e sceneggiatura. La trama è semplice e il tema dell’emigrante un po’ naif alle prese con la grande metropoli ampiamente sfruttato al cinema. Eppure riesce nel suo dichiarato intento di divertire, specialmente nella prima parte, dove l’ironia di Zalone sa essere politicamente scorretta e non risparmia nessuno, dagli omofobi agli omosessuali ai leghisti, fino a certi vizi tipicamente meridionali e a certe dinamiche da talent show, mostrandoci, senza alcuna velleità di critica sociologica, quelli che sono i peggiori risultati dell’ignoranza nella società italiana. Si addolcisce nel lieto fine un po’ scontato ma d’altro canto necessario in una commedia. Senza prendersi troppo sul serio, il che è senza dubbio un merito.

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.