Venerdì, 20 Novembre 2009 22:43

Planet 51 - Recensione

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Planet 51

Planet 51 è un grazioso film di animazione per bambini. Semplice nella narrazione e nel linguaggio, a volte persino infantile, senza grosse pretese, che fa simpatia e veicola un messaggio chiaro, esplicitato nel finale dal protagonista dalla pelle verde, il quale sentenzia: signori della guerra non abbiate paura dell’ignoto, rischiate di perdervi un sacco di belle cose!

La storia è quella di un astronauta, Chuck Becker, che somiglia più all’uomo medio americano che a un inviato speciale della Nasa, il quale arriva su Planet 51 in missione spaziale per piantare la bandiera americana e raccogliere informazioni. Ma il pianeta si rivela abitato, anche qui la Nasa non ha fatto un gran lavoro di ricerca, e sarà complicato per lui riprendere la via del ritorno. Gli alieni, abitanti di Planet 51 sono molto poco alieni, sono solo verdi, come Shrek, (lo sceneggiatore peraltro è lo stesso) e quindi familiari e risultano subito simpatici al pubblico dei più piccoli; a Planet 51 inoltre si vive esattamente come si viveva negli anni ’50 negli Stati Uniti: la musica, lo stile di vita, le idee della società sono le stesse di quel periodo di spensierato benessere nella società americana media e di nuovo sono tutt’altro che aliene. Graficamente Planet 51 appare funzionale a questa scelta, tutto è disegnato di forma tondeggiante: case, auto, esseri viventi, il tondo suggerisce infatti un’idea di armonia e felicità; questi alieni insomma ci assomigliano un sacco, nel bene e nel male, compresa la paura del nemico, diverso, che arriva da chissà dove, sicuramente con l’intenzione di distruggere il nostro mondo. Come poteva mancare perciò il comandate dell’esercito ottuso e idiota con al fianco un consigliere diabolico? Per Lem, il protagonista verdognolo abitante locale, non sarà facile aiutare il suo nuovo amico terrestre Chuck a recuperare la sua astronave per permettergli di fare ritorno a casa sano e salvo. Le situazioni comiche e le trovate esilaranti, niente di geniale, parlano ai bambini, i riferimenti alla cinematografia e alla storia del passato parlano ai loro genitori: ci sono riferimenti al mitico E.T. sia nella storia in sé, anche se a rovescio, sia per alcune singole situazioni, a Guerre stellari, e, nello “sbarcare” nell’America anni ’50 c’è anche un po’ di “Ritorno al futuro”, ma si cita ironicamente anche Neil Armstrong che fa “un grande passo per l’umanità” su un suolo planetario, e la presenza misteriosa di una base americana con le prove nascoste dell’esistenza degli alieni. Insomma, i più piccoli si divertono e i più grandi non si annoiano, anche tenuto conto che chi dovesse indovinare quali personaggi, tra quelli minori, sono doppiati da note voci di Radio Deejay, può vincere un viaggio al Kennedy Space Center in Florida, concorso promosso da Moviemax e Radio Deejay, dove potrà seguire un corso di addestramento Nasa…e adesso si capisce anche perché l’astronauta della storia non brilli per genio e acume.

doppioschermo

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