Dalla mente del regista Jaume Collet Serra, un altro film horror - thriller, dopo l’ ultimo da lui realizzato nel 2005, La maschera di cera – House of Wax. Anche in questo suo film, il regista ricalca il profilo del perfetto serial killer: bianco, caucasico, tra i 30 ed i 40 anni, apparentemente una persona normale agli occhi degli altri, insospettabile. Complici della trama, ricca di momenti drammatici alternati a momenti in cui viene da chiedersi come sia possibile non rendersi conto che si è davanti ad una persona con seri problemi psichici, le musiche di John Ottman, già in House of Wax, che enfatizzano alcuni momenti del film, come ad esempio la bellissima scena in cui Kate racconta una storia a Max per farla addormentare, utilizzando solo il linguaggio dei segni.
La recitazione dei bambini è stata determinante per il regista. A loro sono affidati i momenti clou del film, mentre gli adulti fanno da contorno. Nello sceglierli, i produttori hanno fatto molta attenzione alla loro capacità di mostrare le diverse sfaccettature del personaggio da loro interpretati, specialmente per il ruolo di Esther. Determinante anche il rapporto madre – figlia e l’ estenuante tentativo di una famiglia di accogliere un estraneo in casa.
Le scene sono tutte casalinghe, e la ricostruzione della villetta dei Coleman si adatta al genere del film: angoli che celano la vista ed ampi spazi, sia all’ interno che all’ esterno. Molta attenzione nella scelta dei materiali, dato che il personaggio di Peter Sarsgaard è un eco architetto.
L’ uscita del film negli Stati Uniti, il 24 luglio scorso, ha suscitato non poche polemiche. Le agenzie USA per le adozioni, hanno accusato Di Caprio di essere politically incorrect, poiché seminerebbe paura sulle adozioni con questo film. Tant’ è che tali associazioni hanno tentato di boicottare la visione del film da parte del pubblico americano, incitando a non andare a vederlo al cinema. Successivamente i principali gruppi per l’ adozione e l’ affido temporaneo, hanno richiesto un incontro con Barry Meyer, capo della WB. La Congressional coalition on adoption Institute ha accusato Orphan di far leva sulla paura inconscia secondo cui tutti i bambini orfani sarebbero psicotici. Jedd Medefind, della Christian Alliance for Orphans, ha lanciato dal sito web OrphansDeserveBetter.org una petizione per costringere la WB ad aggiungere un messaggio pro adozione alla fine del film. Cosa che però la WB farà nella versione DVD del film.




