Georgia (Nia Vardalos), ragazza greco-americana innamorata della perfezione del mondo classico, ambisce ad una cattedra negli USA, ma la vita la riporta nella Grecia moderna, dove tutto è più che mai lontano dalla sua idea di perfezione. Stretta in una scomoda divisa da guida per detestabili turisti, impara, tuttavia, che accettare e apprezzare la realtà e le persone che la popolano, pur con tutte le loro anomalie, è meglio che giudicare e lasciarsi vincere dalla frustrazione. Seguono romantico happy end e grosse grasse risate greche.
Già autrice del clamoroso successo al botteghino de Il mio grosso grasso matrimonio greco, Nia Vardalos tenta il bis con un film che riprende il tema dello scontro tra culture divergenti, questa volta ponendo degli americani in terra greca e giovando di panorami da cartolina. Il risultato è una commedia molto piacevole, tenuta viva da una sceneggiatura che, pur didascalica in alcuni punti, si riscatta nelle numerose gag comiche. La Vardalos, alleggeritasi tanto nella forma fisica, quanto nella goffaggine, risulta meno esilarante che al suo debutto, ma comunque capace di divertire senza mai scadere nel demenziale.
Il film ha inoltre il pregio di convincere pienamente del suo messaggio, ovvero: la felicità si raggiunge entrando in armonia con gli altri, piuttosto che facendo guerra a chi ha idee opposte alle nostre.




