Venerdì, 25 Settembre 2009 21:55

La ragazza che giocava con il fuoco - Recensione

Scritto da 

Il secondo episodio della fortunata trilogia tratta dai romanzi di Stieg Larsson, nelle sale dal 25 settembre - ad una settimana soltanto dal lancio nei paesi scandinavi -, non è meno atteso del primo.

Lisbeth (Noomi Rapace), capelli più lunghi e una favolosa casa sul mare acquistata grazie alle sue doti di hacker informatico, stavolta dovrà fare i conti con un’accusa di triplice omicidio e con alcuni dolorosi tasselli del suo passato.

Una coppia di giornalisti che collabora con la rivista Millennium, infatti, viene assassinata alla vigilia della clamorosa pubblicazione di un’inchiesta sul traffico di prostitute provenienti dai paesi dell’Est. Sull’arma del delitto, appartenente al “sadico-porco-verme-e-stupratore” Nils Bjurman, successivamente a sua volta assassinato con la medesima pistola, ci sono le impronte digitali di Lisbeth Salander, che intanto è riuscita a rendersi assolutamente irreperibile.

Comincia così  una caccia “all’uomo” che coinvolge da un lato la polizia e dall’altro spietati criminali (tra cui un gigantesco individuo biondo che pare invulnerabile), e non ultimo Mikael Blomkvist, convinto dell’innocenza di Lisbeth e disposto a tutto pur di provarla. Sarò proprio quest’ultimo a portare alla luce alcuni eventi tragici dell’infanzia della ragazza e a fare luce sull’identità di Zala, ambiguo e misterioso criminale collegato al mercato del sesso svedese. E soprattutto a dimostrare che dietro l’apparenza di un soggetto violento e socialmente irrecuperabile, c’è soltanto la vittima di un sistema corrotto.

Ancora una volta, un film ricco di colpi di scena e di forti denunce sociali, trasposto fedelmente e più tradizionale, rispetto al precedente, nelle scelte registiche, non più curate da Niels Arden Oplev ma da Daniel Alfredson, che ha diretto anche il terzo ed ultimo capitolo della trilogia Millennium, La regina dei castelli di carta, nelle sale italiane dalla primavera 2010. Come ha raccontato Michael Nyqvist, l’attore che interpreta Blomkvist, in Italia per promuovere la pellicola, tutto il materiale per i tre film è stato girato in un anno e mezzo, anche se soltanto il primo capitolo, inizialmente, era destinato alle sale cinematografiche. Lo straordinario successo di Uomini che odiano le donne però (il box office ha raggiunto i 24 milioni di euro nella sola Scandinavia) ha però convinto la produzione a distribuire anche gli episodi seguenti sul grande schermo.

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.