Il secondo episodio della fortunata trilogia tratta dai romanzi di Stieg Larsson, nelle sale dal 25 settembre - ad una settimana soltanto dal lancio nei paesi scandinavi -, non è meno atteso del primo.
Lisbeth (Noomi Rapace), capelli più lunghi e una favolosa casa sul mare acquistata grazie alle sue doti di hacker informatico, stavolta dovrà fare i conti con un’accusa di triplice omicidio e con alcuni dolorosi tasselli del suo passato.
Una coppia di giornalisti che collabora con la rivista Millennium, infatti, viene assassinata alla vigilia della clamorosa pubblicazione di un’inchiesta sul traffico di prostitute provenienti dai paesi dell’Est. Sull’arma del delitto, appartenente al “sadico-porco-verme-e-
Comincia così una caccia “all’uomo” che coinvolge da un lato la polizia e dall’altro spietati criminali (tra cui un gigantesco individuo biondo che pare invulnerabile), e non ultimo Mikael Blomkvist, convinto dell’innocenza di Lisbeth e disposto a tutto pur di provarla. Sarò proprio quest’ultimo a portare alla luce alcuni eventi tragici dell’infanzia della ragazza e a fare luce sull’identità di Zala, ambiguo e misterioso criminale collegato al mercato del sesso svedese. E soprattutto a dimostrare che dietro l’apparenza di un soggetto violento e socialmente irrecuperabile, c’è soltanto la vittima di un sistema corrotto.




