Giovedì, 10 Settembre 2009 23:09

G.I. Joe: La nascita dei Cobra - Recensione

Scritto da 
Non si direbbe eppure i G.I. Joe hanno una lunga storia alle spalle. La loro prima apparizione fu nel 1942 nella rivista YANK, dove figuravano in delle strisce a fumetti. Successivamente, in risposta alla crescente affermazione della Barbie, vennero prodotti i primi pupazzi dei G.I. Joe, per i quali venne coniato il termine action figure. Dopo averne valutato l’efficacia sul mercato la Hasbro decise negli anni sessanta di riattualizzare i giocattoli e renderli più piccoli. In seguito arrivò la collaborazione con la Marvel poi fu prodotto il primo, deludente, film ed infine la realizzazione di una serie animata.
Ai giorni nostri G.I. Joe è diventato il titolo di un imponente action movie, pieno di giovani attori in ascesa ed effetti digitali, riconfermando la tendenza hollywodiana pro-comics di questi ultimi anni.

A dirigere
G.I. Joe - La nascita dei Cobra è stato chiamato Stephen Sommers, che ormai sembra non azzeccare un film dai tempi de La mummia. Un regista che, a quasi cinquant’anni, si ritrova ancora una volta a confezionare paccottiglia adolescenziale senza mai essersi concesso neanche un passaggio intermedio, magari una bella commedia, considerando che a far ridere ci riesce benissimo. G.I. Joe è infatti una pellicola indirizzata ad un pubblico medio di età inferiore a diciotto anni, per tutti gli altri il film risulterà, ovviamente, demoralizzante.

La cosa più interessante è forse il pessimo modo in cui sono stati sfruttati gli attori presenti. Da Dennis Quaid, imbalsamato e decontestualizzato, al più che promettente Joseph Gordon Levitt, decisamente troppo sopra le righe.

La cosa più  sorprendente è invece la bassissima qualità degli effetti speciali, rimasti tra i pochi punti di forza di Sommers (basti ricordare l’ottimo utilizzo del digitale ne La mummia e poi anche in Van Hellsing).

Non rimane altro, a parte una sceneggiatura pretestuosa ed una direzione standard, per il genere.

doppioschermo

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