“E se alla fine vincesse il comunismo”? E’ solo uno dei tanti articoli di giornali, rigorosamente ritagliati da L’Unità che Luciana, comunista convinta sin da piccolissima, e suo fratello, Arturo, conservano in una grande scatola di latta. Cosmonauta, opera prima di Susanna Nicchiarelli, è la storia di una ragazzina cresciuta negli anni della Guerra Fredda, con il mito dello spazio e la fissa per l’Unione Sovietica, ma anche di un’ adolescente alle prese con una madre troppo apprensiva (una materna Claudia Pandolfi) e un patrigno un po’ “fascistello” (Sergio Rubini). Luciana vivrà i suoi primi amori, le sue prime esperienze e pagherà sulla propria pelle, le conseguenze di un carattere troppo forte, di un’indipendenza che imbarazza anche i suoi compagni di partito, ancora non pronti all’emancipazione femminile, sognerà con Valentina Tereshkova, e come lei dovrà affrontare tutto da sola. Un film scorrevole che alterna momenti di allegria e spensieratezza a momenti riflessivi e anche storici, grazie alle immagini reali degli esperimenti russi per la conquista dello spazio. Un film attuale: dagli anni Sessanta a oggi sono tante le “Luciana” che ancora combattono per la loro indipendenza.




