Torna Hayao Miyazaki con il suo cinema di incanto, poesia e amore. Questa volta il regista mette in scena una storia a metà strada tra la novella de La Sirenetta ed i miti classici della tradizione giapponese.Ponyo, una pesciolina figlia di uno stregone, dopo aver conosciuto Sosuke, un bambino di cinque anni sveglio e coraggioso, decide lasciare l’Oceano per diventare un’umana. Tuttavia, nel tentare la fuga dal padre, scatena le immense forze del mare e dei suoi abitanti mettendo a repentaglio la vita di Sosuke e della sua famiglia.
In concorso alla 65ª Mostra del Cinema di Venezia, Ponyo è stato accolto con entusiasmo dalla critica che ha riconosciuto nella sua essenza ancora una volta il tratto inconfondibile di Miyazaki. Il regista ha affermato che per il suo nuovo film ha voluto evitare qualsiasi intervento della computer grafica, contrariamente a quanto aveva mostrato nei precedenti anni, in modo da privilegiare totalmente il disegno a mano. Sembra insomma che questo veterano del cinema di animazione preferisca ormai ritornare alle origini piuttosto che lanciarsi in ulteriori evoluzioni stilistiche. Ma d'altronde, come lui stesso aveva affermato in un intervista, la vita è un cerchio che si chiude ricongiungendosi a se stesso.




