Mercoledì, 04 Marzo 2009 02:00

Il mai nato - Recensione

Scritto da 
Prendi un po' di Rosemary's Baby, aggiungi qualche citazione da L'esorcista, un paio di gemelli, i nazisti cattivi, folklore ebraico quanto basta e un pizzico di biancheria attillata per insaporire il tutto... ed ecco che viene fuori questo horror/thriller supercommerciale che negli USA ha incassato quasi 20 milioni nel primo fine settimana, ma poi ne ha raggiunti appena 40 durante tutto il periodo di programmazione.

L'idea è quella di costruire la paura in un ambiente quotidiano, a prima vista naturale, senza collocare questa sensazione in un mondo fantastico, molto lontano dall'esperienza comune, come accade nella maggior parte dei film horror. Lo spunto, indicato anche dal regista e sceneggiatore David Goyer (Blade: Trinity, The Invisible, Batman Begins) è proprio Rosemary's Baby. Il male viene quindi collocato nell'ambito della famiglia, della nascita, come nel capolavoro horror di Roman Polansky. L'analogia con il celebre film, però, si ferma qui. Goyer non riesce infatti a mantenere la tensione nell'ambiente naturale, ma deve ricorrere a continue (abbastanza prevedibili) visioni orrorifiche, apparizioni che riescono nell'intento di spaventare lo spettatore, ma che collocano la paura sempre al di fuori dalla realtà quotidiana, diversamente da quanto accada in Rosemary's Baby.

Da L'esorcista, altro film a cui lo stesso regista e il produttore Michael Bay (Armageddon, Transformers) hanno detto di essersi ispirati, invece è preso il tema della possessione. Questa volta però, invece che il solito diavolo cristiano abbiamo un Dybbuk, un demone descritto nel folklore ebraico come un'anima malvagia incapace di raggiungere il paradiso e per questo in cerca di corpi da in cui penetrare per continuare a vivere sulla terra.

Per dare qualche suggestione in più si è scelto di far originare il tutto da esperimenti nei campi di concentramento nazisti, di metterci di mezzo i gemelli, che hanno sempre un che di inquietante (almeno per chi non ne abbia almeno uno come fratello) e di caricare il fardello su un'avvenente Odette Yustman (Cloverfield, Transformers) che non perde occasione per farsi ammirare in abiti succinti (per quanto assolutamente casti).

Insomma, gli ingredienti per un film godibile ci sarebbero anche, e sicuramente chi non sia particolarmente appassionato del genere troverà in questa pellicola 87 minuti ricchi di brivido e spaventi. Chi invece fosse ormai assuefatto ai luoghi comuni dell'horror e cercasse qualcosa di più raffinato, potrebbe rimanere abbastanza deluso.

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.