Eric Brevig è al suo esordio alla regia ma già premiato per gli effetti visivi (tra gli altri un Oscar per i migliori effetti visivi con Atto di forza, due candidature con Hook di Steven Spielberg e Pearl Harbor di Michael Bay) e ha spiegato il suo obiettivo: “Prendere il celebre romanzo di Jules Verne e svilupparlo in una storia aggiornata con dei nuovi personaggi utilizzando una tecnologia moderna, era un’opportunità incredibilmente eccitante. Il mio obiettivo con questo film era di catturare quello spirito di avventura e di scoperta, così come la convinzione che tutto sia possibile”.
La storia è, ovviamente, ispirata ai racconti di Verne: il professore Otto Lidenbrock trova una pergamena cifrata che spiega come giungere al centro della terra passando attraverso il vulcano Snæffels. Nella versione di Brevig lo scienziato, considerato da tutti visionario e con qualche rotella fuori posto, Trevor Anderson (il Brendan Fraser di Crash - Contatto fisico e La mummia), decide di andare alla ricerca del fratello scomparso anni prima, e grande conoscitore degli scritti di Verne. Si avventura in un viaggio in Islanda assieme al nipote Sean (Josh Hutcherson visto in Un ponte per Terabithia). Sul loro cammino incontrano una ragazza, Hannah (Anita Briem direttametne dal serial The Tudors) che gli farà da guida in un viaggio che li porterà al centro della terra. Intrappolati in una caverna, i tre saranno costretti a scendere negli abissi della terra per poi provare a tornare in superficie. Unica guida sono gli appunti che il fratello di Trevor aveva annotato… Così tra lotte contro creature irreali, piante che divorano gli esseri umani, piranha volanti giganti, e terribili dinosauri provenienti da ere lontane (memorabile la battuta: “Non hai mai visto un dinosauro? – Non con la pelle addosso!”) l’avventura dei tre viaggiatori tiene incollati allo e nello schermo. Eric Brevig con la versione in 3D lancia una vera e propria sfida, propone un nuovo modo di fare cinema, anche se ancora agli albori. Con gli effetti 3D anche lo scenario di una vecchia e abbandonata miniera, o lo studio di Trevor diventano originalissime e colorate ambientazioni. Una dimensione nuova e indimenticabile per gli spettatori, letteralmente incollati alla poltrona, con la convinzione, anche solo per qualche attimo, di viaggiare assieme a Trevor e compagni a bordo della carrellino nella miniera, trattenendo il fiato con i protagonisti quando i binari stanno per terminare. Se la trama, dunque, non è memorabile, e la tecnologia utilizzata ancora tutta da perfezionare, a Viaggio al centro della Terra 3D va il merito di riuscire a stupire lo spettatore (bambini ma anche adulti) imitando la stereoscopia umana (per questo motivo sono state due videocamere digitali, una accanto all'altra: una riprende le immagini destinate all'occhio destro e una quelle destinate all'occhio sinistro) e creando la sensazione di essere accanto ai protagonisti.
Buona la prima, insomma, per continuare a sperimentare questa nuova tecnica, creando “il mondo dietro all'attore fornendo il volume" come ha spiegato il supervisore agli effetti speciali Christopher Townsend.
Azzeccata la scelta dei tre protagonisti, in sintonia tra loro, con Brendan Fraser che si conferma adattissimo, sarà per lo suo sguardo profondo e l’aria da esploratore in cerca di avventure, in scenari immaginifici e pellicole fantasy.




