Sceneggiato da Edoardo De Angelis assieme all’amico Devor De Pascalis (finalista al Premio Solinas grazie proprio per questo script), arriva al cinema quella che la stessa locandina dichiara essere una “commedia malavitosa a base di caglio”. Mozzarella Stories – questo il titolo definitivo, a differenza del progetto originario che si chiamava un po’ meno evocativamente Caserta Stories – è in effetti senza dubbio un esperimento divertente, che mescola i toni comici a quelli del mafia movie, con personaggi e quadretti a volte grotteschi (grazie anche all’ambientazione casearia, che alle immagini grottesche offre un ottimo assist). La cifra del film è probabilmente definita dalla sequenza iniziale in cui, da un’enorme statua a forma di bufala, si origina una pioggia di mozzarelle in piscina durante una festa malavitosa a base di musica napoletana neomelodica e vestiti kitsch. Il protagonista, nome d’arte “Ciccio DOP”, è interpretato da Giampaolo Fabrizio, ai più noto per la sua imitazione di Bruno Vespa a Striscia La Notizia ma qui capace di una performance davvero magistrale. Il suo personaggio ricorda un Padrino in chiave assai meno seriosa, e persino il suo “ragioniere” ricorda un po’ l’avvocato consigliere Tom Hagen della saga mafiosa di Francis Ford Coppola.
Riguardo il tema, è interessante constatare come, nonostante la vicenda narrata – che tira in ballo criminalità organizzata, imposizione di marchi caseari e lotta contro la concorrenza cinese -, il regista ci tenga a non lanciare mai accuse o insinuazioni specifiche e non far mai sembrare il suo un atto di ironica denuncia piuttosto che un puro divertissement di genere. A ben pensarci non è nemmeno così strano, dato che – per stessa ammissione di De Angelis – l’ispirazione principale per questa pellicola non è stata la volontà di affrontare temi scomodi ed attuali, bensì la singola scena in cui un uomo rimane bloccato sotto il mastodontico peso della propria amante, morta su di lui alla fine di un amplesso. Suggestione ripresa ed inserita nel film nel momento decisamente più surreale di una storia che si avvia al finale per vie farsesche.
In definitiva, un buon film con un ottimo cast (in primis Luisa Ranieri, Tony Laudadio e Massimiliano Rossi) e dal finale cinico e poco consolatorio. E che nonostante il sangue e la violenza, lascia nello spettatore una voglia matta di mozzarella di bufala.




