Sabato, 10 Settembre 2011 14:10

Tutta colpa della musica - Recensione

Scritto da 
Commedia amarognola dalla regia televisiva con battute e sketch prevedibili. Ottimo Messeri, vero protagonista del film. Trascurabili Arisa ed il suo generoso decoltè

Presentato nella sezione Controcampo Italiano alla 68a Mostra del Cinema di Venezia, il nuovo film di Ricky Tognazzi si riallaccia al tema musicale che già aveva fatto da sfondo nel 2000 al suo Canone Inverso – Making Love.

Tutta colpa della musica (questo il titolo) racconta le vicende di un playboy di mezza età (Ricky Tognazzi) e di un suo caro amico appena andato in pensione e già a rischio depressione (Marco Messeri), entrambi dalla vita familiare e sentimentale infelice, impegnati nelle attività di un coro. Ovviamente, quest’ultimo diventerà luogo di incontri e reincontri destinati ad intrecciare le vite di nuovi e vecchi amanti.

Già dal trailer si riusciva a prevedere che tipo di visione c’era da aspettarsi riguardo questa scialba commedia all’italiana, ma il giudizio dello spettatore dopo i titoli di coda non si discosta molto da quella prima impressione. Personaggi caratterizzati come poco più che macchiette; situazioni prevedibili e stereotipate; battute e sketch prevedibili e assai poco divertenti; poi, nelle sequenze più commoventi o sentimentali, il velo di melassa ed i dialoghi adolescenziali rendono il tutto ancora più snervante. Incomprensibile la presenza di Arisa, in una parte pressoché inconsistente dove, accantonate le qualità canore o gli occhiali d’osso (ma non la voce fastidiosamente nasale ed infantile), regala al pubblico solo l’inedita visione di un decolté insospettabilmente generoso. Ed un brano inedito che fa da invadente sottofondo ad una lunga sequenza che avvia verso il finale drammatico.

Non si può certo dire che Ricky Tognazzi abbia fatto dei capolavori, nella sua filmografia. Tuttavia è triste pensare che, dopo il grazioso ed intenso Il padre e lo straniero, il suo ritorno sul grande schermo sia segnato da questa piatta produzione dal taglio e dal cast poco più che televisivi. A salvare il tutto, la performance del bravo Messeri e, in particolare, i battibecchi e confronti tra i due vecchi protagonisti, uniti da un legame di amicizia così duraturo ed intimo da sembrare l’unica cosa vera di tutto il film.

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.