Venerdì, 09 Settembre 2011 00:48

Faust - Recensione

Scritto da 
Quarto episodio che conclude il ciclo dopo Moloch, Taurus e Il sole, Sokurov porta sullo schermo un Faust vivo, umano e terreno.

È sempre difficile per un autore cinematografico prendere un testo letterario e adattarlo per il grande schermo, è infatti un’operazione che non sempre riesce e se riesce non perfettamente, ma definire quella di Aleksandr Sokurov come un semplice adattamento, è un eufemismo. Faust è molto di più.

Rielaborando Goethe, e prendendo dalla sua opera tutto il materiale emotivo possibile, tutti i pensieri che ne scaturiscono, il regista russo dà vita a un personaggio di Faust in cui qualsiasi uomo può rispecchiarsi: i suoi desideri, le sue passioni, le sue curiosità sono parte integrante della controversa natura umana, ciò che accade a lui è proprio ciò che può succedere a qualsiasi essere umano.

Ognuno vorrebbe venire a patti con il diavolo per ottenere quello che desidera: il potere, la scienza e l’amore. Chi non darebbe l’anima per questo. Pur donandola, però, Faust desidera di più e ancora di più: la sua condizione di continuo errare, perché al di là c’è sempre qualcos’altro, lo spinge a metter da parte perfino il diavolo e ridergli in faccia.

Tutta la pellicola infatti è strutturata come se il protagonista stesse affrontando una lunga e infinita peregrinazione, in cui viene accompagnato dalla figura drammaticamente buffa dell’usuraio Mauricius, ovvero Mefistofele, che lo tenta lungo il cammino istigando in lui i più diversi appetiti. Tra cui quello della bella Gretchen, figura femminile bucolica, verso cui Faust prova molto più che un mero desiderio carnale: la vuole possedere completamente, e per farlo, si rivolge all’angelo decaduto. Ma anche quando la ottiene, non se la gode. E finisce con l’abbandonare il suo ‘accompagnatore’ per avventurarsi verso mete ignote.

Mantenendo l’uso della lingua tedesca, Sokurov ha voluto rendere giustizia all’opera di Goethe, la cui scrittura era particolare, chiara, diretta e rude, valori che il regista ha voluto trasmettere nel suo film, proprio lasciando che i protagonisti si esprimessero in tedesco. Anche la scelta dell’ambientazione è stata decisiva: i personaggi sono completamente circondati dalla natura, da boschi, montagne, ghiacciai, che diventa parte attiva del dramma di Faust.

Personaggio che ha le sue paure, le sue debolezze, che tende al tradimento e alla perdizione, figura viva, umana e terrena, Faust incarna il paradosso tragicamente comico della vita umana, ovvero che l’essere umano per arrivare a toccare il divino, può solo chiedere l’aiuto di un’altra divinità.

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.