Giovedì, 08 Settembre 2011 13:02

The Exchange - Recensione

Scritto da 
Un intreccio inusuale, frutto di un nuovo fermento culturale nel cinema israeliano, che man mano si sta liberando dalla censura

The Exchange, film in concorso al festival veneziano di Eran Kolirin, è una pellicola girata tra Israele e la Germania. Dopo The Band’s Visit, il cineasta israeliano si è imposto nello scenario cinematografico internazionale, ricevendo consensi e riconoscimenti. The Exchange si muove sulla stessa scia del suo film precedente, nel mezzo di un vuoto esistenziale che l’essere umano per sua natura non è in grado di comprendere né tantomeno di colmare.

Un giorno come tanti, un uomo entra a casa come se fosse la prima volta e, improvvisamente, la sua vita gli sembra estranea, come se lui fosse uno spettatore esterno. La scena e l’intero film sono costruiti come un movimento progressivo di cui l’inizio costituisce solamente l’apertura; l’epifania di un uomo comune  che non riconosce più la sua vita, che si rende conto della banalità che lo circonda ci porta a riconsiderare il nostro modo di vivere, lo stesso che  ci condurrà alla morte, senza che niente abbia avuto realmente un senso.

Un intreccio inusuale, frutto di un nuovo fermento culturale nel cinema israeliano, che man mano si sta liberando dalla censura imposta o auto inflitta. La vita di un uomo qualunque è, in questo film, sotto una lente di ingrandimento, sollevando questioni esistenziali profonde,  per cui non esistono risposte esaustive o verità assolute.. La pellicola trae la sua forza, senza dubbio, nel suo essene controcorrente, non convenzionale, ma tuttavia lo spettatore potrebbe sentirsi spaesato per la mancanza di una ragione oggettiva che giustifichi l’opera.

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.