Lunedì, 05 Settembre 2011 11:18

Cose dell'altro mondo - Recensione

Scritto da 
Commedia fantasociologica dall'indiscussa importanza politica, con l'anima burbera ma sincera di un bravissimo Mastrandrea. Andrebbe davvero mostrato nelle scuole, e non solo quelle del Nord

Cosa accadrebbe se, di punto in bianco, in un contesto chiuso e xenofobo come quello di una cittadina del Veneto, tutti gli immigrati sparissero di colpo senza alcun tipo di spiegazione? L’unica risposta possibile è: il panico. Non tanto (e non subito) per una improbabile e ritrovata componente umana, ma per semplici ed ingestibili conseguenze pratiche ed economiche. Ed è su questa ipotesi che si basa Cose dell’altro mondo, terzo lungometraggio di quel Francesco Patierno che aveva stupito la critica con il suo durissimo esordio di Pater Familias e poi deluso con la sua seconda prova Il mattino ha l’oro in bocca. Il film è una sorta di remake di casa nostra di Un giorno senza messicani di Sergio Arau, che applicava questo pretesto fantasociologico in California, a danno però degli immigrati messicani.

Cose dell’altro mondo, al di là dei toni da commedia e dei momenti più sentimentali, racchiude un valore politico molto forte. L’assurdità della situazione rappresentata assume senza dubbio un significato metaforico, e tutti i meccanismi paventati nel post “sunami” (come lo chiama il cialtronesco imprenditore impersonato da Diego Abatantuono) sono evidentemente esasperati per acuire la drammaticità ed irrobustire l’insegnamento morale. Nondimeno, l’importanza di questa commedia fantastica è indiscussa, e il messaggio finale - meno scontato di quello che ci si potrebbe aspettare nel corso della visione – concede una certa indulgenza a tutte le possibili ingenuità tecniche o di scrittura. Ma la vera anima del film è Valerio Mastrandrea, impeccabilmente sempre a suo agio con personaggi apatici e vagamente borderline. Il suo poliziotto romano impiantato nel contesto veneto post-ronde, oltre a divertire moltissimo per mimica e schiettezza, riesce paradossalmente a dare alla vicenda un’anima (burbera ma sincera) che altrimenti non avrebbe potuto avere.

Inutile qualunque tipo di polemica, sia pre che post visione. La buona fede di Patierno e di questa sua operazione è incontestabile. E come ha proposto Simone Cristicchi (autore peraltro della colonna sonora) presentando il film a Venezia, Cose dell’altro mondo andrebbe davvero proiettato nelle scuole. E non solo in quelle del profondo nord.

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.