Autentico caso al botteghino, con 170 milioni di dollari di incasso nonostante il divieto ai minori di 17 anni, Bad Teacher segna il rilancio di Cameron Diaz che, dismessi i panni della pupa di The Mask e della dissacrante Mary dei fratelli Farrelly, sfoggia ancora una forma smagliante negli aderenti tubini della professoressa Elizabeth Halsey che, dalla vetta del suo tacco dodici, squadra allievi e colleghi alla ricerca del fidanzato ricco da cui farsi mantenere: naufragato il fidanzamento con il tonto di turno a causa di una suocera più scaltra di lei, la bionda Elisabeth – insegnante non per vocazione, costretta a sedere dietro la cattedra di un’anonima scuola media di provincia – si tuffa come un rapace sul nuovo arrivato, il supplente di matematica Scott Delacorte, ingenuo e ricco ereditiere interpretato da un’esilarante Justin Timberlake: per conquistarlo, si convince dell’urgenza di un ritocchino al seno e, per pagarsi il costoso intervento, si sforza di partecipare a tutte le attività scolastiche che comportano un ritorno economico, dal lavaggio auto (che si trasforma in un sexy car wash) alla gara di; ma Elisabeth si trova a fare i conti con l’inflessibile insegnante di biologia (e rivale in amore), Amy Squirrel (Lucy Punch). Sarà dura per la professoressa sexy che beve in classe, fuma marijuana e si addormenta sulla cattedra dopo una sbronza ma che può contare sull’appoggio incondizionato della grassa professoressa Lynn Davies (Phyllis Smith) e su Russell Gettis (Jason Segal), lo sfigato insegnante di ginnastica in sovrappeso che le fa timidamente la corte ricevendo solo due di picche.
Non è la prima volta che Cameron Diaz si cala nei panni di una bad girl, da Cose molto cattive a La cosa più dolce, ma questa volta supera ogni confine del politically correct e svela tutta la sua verve comica con il ruolo della professoressa egoista, sboccata e volgare che in alcuni casi sfora nel trash. Assolutamente perfetto e sempre più lanciato nell’olimpo hollywoodiano anche Justin Timberlake che si cala con ironia nei panni del nerd, con tanto di gilet e papillon, e si lancia in una parodia di se stesso come musicista: divertente la scena in cui il professor Delacorte, insieme ai colleghi della band dei Pausa Pranzo, canta in falsetto una canzone a dir poco stupida (da lui stesso composta) dedicandola all’odiosa Squirrel di cui si è invaghito.
In definitiva, la pellicola scorre veloce fino al finale in cui, fortunatamente, il regista Jake Kasdan riesce ad evitare il banale escamotage dell’happy end romantico con tanto di redenzione da parte della protagonista.




