Domenica, 28 Agosto 2011 13:47

Bad Teacher: una cattiva maestra – Recensione - Recensione

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In tacchi a spillo e minigonna, Cameron Diaz ritorna sul grande schermo nei panni di una professoressa decisamente sopra le righe

Autentico caso al botteghino, con 170 milioni di dollari di incasso nonostante il divieto ai minori di 17 anni, Bad Teacher segna il rilancio di Cameron Diaz che, dismessi i panni della pupa di The Mask e della dissacrante Mary dei fratelli Farrelly, sfoggia ancora una forma smagliante negli aderenti tubini della professoressa Elizabeth Halsey che, dalla vetta del suo tacco dodici, squadra allievi e colleghi alla ricerca del fidanzato ricco da cui farsi mantenere: naufragato il fidanzamento con il tonto di turno a causa di una suocera più scaltra di lei, la bionda Elisabeth – insegnante non per vocazione, costretta a sedere dietro la cattedra di un’anonima scuola media di provincia – si tuffa come un rapace sul nuovo arrivato, il supplente di matematica Scott Delacorte, ingenuo e ricco ereditiere interpretato da un’esilarante Justin Timberlake: per conquistarlo, si convince dell’urgenza di un ritocchino al seno e, per pagarsi il costoso intervento, si sforza di partecipare a tutte le attività scolastiche che comportano un ritorno economico, dal lavaggio auto (che si trasforma in un sexy car wash) alla gara di; ma Elisabeth si trova a fare i conti con l’inflessibile insegnante di biologia (e rivale in amore), Amy Squirrel (Lucy Punch). Sarà dura per la professoressa sexy che beve in classe, fuma marijuana e si addormenta sulla cattedra dopo una sbronza ma che può contare sull’appoggio incondizionato della grassa professoressa Lynn Davies (Phyllis Smith) e su Russell Gettis (Jason Segal), lo sfigato insegnante di ginnastica in sovrappeso che le fa timidamente la corte ricevendo solo due di picche.

Non è la prima volta che Cameron Diaz si cala nei panni di una bad girl, da Cose molto cattive a La cosa più dolce, ma questa volta supera ogni confine del politically correct e svela tutta la sua verve comica con il ruolo della professoressa egoista, sboccata e volgare che in alcuni casi sfora nel trash. Assolutamente perfetto e sempre più lanciato nell’olimpo hollywoodiano anche Justin Timberlake che si cala con ironia nei panni del nerd, con tanto di gilet e papillon, e si lancia in una parodia di se stesso come musicista: divertente la scena in cui il professor Delacorte, insieme ai colleghi della band dei Pausa Pranzo, canta in falsetto una canzone a dir poco stupida (da lui stesso composta) dedicandola all’odiosa Squirrel di cui si è invaghito.

In definitiva, la pellicola scorre veloce fino al finale in cui, fortunatamente, il regista Jake Kasdan riesce ad evitare il banale escamotage dell’happy end romantico con tanto di redenzione da parte della protagonista.

doppioschermo

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