Era il 2005 quando Judd Apatow, già autore di diverse trasmissioni umoristiche e gran frequentatore del mondo dei comedians, esordiva alla regia con 40 anni vergine. Quel film, nel bene e nel male, ha segnato il genere della cosiddetta Commedia americana dell’ultimo decennio, unendo a elementi tipici del genere (volgarità estrema, comicità slapstick, dialoghi concitati) novità come i risvolti più profondi e facendo esordire un’intera nuova generazione di comici (Seth Rogen, Paul Rudd e Jason Siegel per fare solo alcuni nomi). Insomma Apatow si è meritato a buon ragione il titolo di “Re Mida”.
Questa fama non viene smentita nemmenodi fronte ad una pellicola che sulla carta poteva essere una scommessa difficile ma che si è rivelata un clamoroso successo. In veste di “semplice” produttore, infatti, il buon Judd da piena fiducia ad un team all-women e riesce nell’insperato: realizzare la prima vera e propria commedia femminile. Le amiche della sposa prende molti cliché del cinema comico “testosteronico” ( l’addio al celibato, il viaggio a Los Angeles, la forte amicizia letta come una storia d’amore) per adattarsi ad un contesto femminile, per una volta, non stereotipato. Detto di Apatow (cha ha avuto l’occhio e l’intelligenza per crederci) il merito del successo di questa idea va attribuito senza dubbio a Kristen Wiig che, oltre ad aver scritto tutto il film insieme alla amica Annie Momulo, è anche la protagonista. Versione femminile di Steve Carrell, la Wiig si scrive su misura ( ed ha le capacità per dargli giustizia) un personaggio perfetto, forse addirittura uno dei ruoli femminili più convincenti che si sono visti al cinema ultimamente. Simpatica, umana, impacciata, la sua Annie (qualche riferimento alla Annie Hall di Allen?) riesce a far affezionare il pubblico dal primo momento che si vede, presa tra uomini, lavori ed amicizie. Detto ciò non si può certo dimenticare il resto del cast che va da Maya Rudolph ( nonostante sia la madre dei figli di Paul Thomas Anderson, si rivela ancora una volta una delle migliori comiche che hanno gli Usa) fino a Rose Byrne, bellissima e alle prese con un personaggio difficile gestito con intelligenza. Accenni doverosi vanno fatti anche per l’esilarante Megan di Melissa McCarthy (nonostante esageri continuamente come se stesse facendo una gara a distanza con lo Zach Galifianakis di The Hangover) e per l’agente Rhodes, poliziotto noioso ma tenero interpretato dal buon Chris O’Downd ( il quale con il suo stile british spaesato gli da lo giusto peso.) Uniche note stonate sono alcuni personaggi lasciati decisamente sullo sfondo nonostante spunti interessanti (le altre due damigelle se sviluppate sarebbero state irresistibili) e un cammeo totalmente sconclusionato di Jon Hamm che deve ancora trovare il film che riesca a mettere in luce il suo grande talento (e questa specie di maniaco sessuale sbruffone proprio non ci riesce).
Infine è giusto ricordare che Le amiche della sposa vede anche l’ultima partecipazione di Jill Clayburg, grandissima attrice, in piccolo ruolo che fa stringere il cuore. In conclusione chi scrive non si vergogna a definire questa commedia già come il film più divertente dell’anno (con buona pace per Todd Philips e I fratelli Farrely) oltre che una delle più piacevole sorprese della stagione cinematografica. Nonostante il modo con il quale proveranno a vendervelo, durante un bagno e l’altro non perdetevelo e date un senso alla stagione estiva dei cinema italiani.




