Ha 16 anni e un viso d’angelo, ma è addestrata ad essere un killer infallibile: è Hanna (Saoirse Ronan), la protagonista della quarta pellicola di Joe Wright che torna a lavorare con la talentuosa attrice dopo Espiazione in questo thriller girato tra i ghiacci del nord Europa e il deserto del Marocco.
Dopo la morte della madre, Hanna è stata cresciuta dal padre Erik (Eric Bana), un ex agente della Cia nelle terre selvagge e innevate del nord della Finlandia, in una baita immersa nei ghiacci in cui non esistono elettricità, acqua corrente, musica e televisione, dove la ragazza è stata educata con un’enciclopedia e con un libro di favole che le hanno restituito una visione estremamente limitata del mondo esterno, con il quale non ha avuto mai alcun contatto. In compenso, il padre ha allenato personalmente la ragazza a cacciare, a sparare e a combattere per renderla la perfetta assassina. Quando Hanna si sente pronta ad affrontare il mondo esterno, Erik decide di separarsi dalla figlia, mandandola in missione per eliminare la sua ex collega Marissa Wiegler (Cate Blanchett).
In bilico tra favola e film d’azione, Hanna è una pellicola caratterizzata da uno stile da videoclip, con un montaggio serrato e la macchina da presa in costante movimento che restituisce perfettamente l’ansia e lo spaesamento provato dalla giovane protagonista durante una fuga che sembra la versione thriller di una fiaba di Hans Christian Andersen; non a caso, Hanna – una Saoirse Ronan in stato di grazia - dovrà uccidere la “strega cattiva” Cate Blanchett (in un’inedita versione rossa) prima che questa uccida lei. Ma mentre il suo obiettivo si avvicina sempre di più, Hanna dovrà fare i conti con la scoperta del mondo civilizzato, dove non si può fare a meno dell’elettricità e dove le adolescenti baciano i ragazzi appena conosciuti, e con le sorprendenti rivelazioni sulla sua vita, che la porteranno a porsi delle crude domande sul rapporto con suo padre e sulla scomparsa della madre.
Contribuisce all'atmosfera psichedelica del film la colonna sonora di musica elettronica affidata ai Chemical Brothers che spazia dai suoni ipnotici di carillon ai brani più ritmati per le scene d’azione, fino all’angosciante traccia utilizzata nell’epilogo finale.




