Lunedì, 20 Giugno 2011 18:23

13 Assassini - Recensione

Scritto da 
Si prende i suoi tempi ma è una grande epopea dal respiro epico che non dimentica la dinamicità bellica. Da un classico degli anni 60, un remake importante e ben fatto targato Takashi Miike

L’ultima fatica di Takashi Miike arriva nelle nostre sale in estate, a pochi mesi dal suo diversissimo Yattaman – Il film. Si tratta di 13 Assassini, con il quale il regista giapponese rifà un classico del 1963 del suo connazionale Eiichi Kudo dal titolo Jûsan-nin no shikaku. Il genere è quello del film storico sull’epoca dei samurai, il cosiddetto jidaigeki. La storia narra di un fiero samurai che viene segretamente convocato da un alto ufficiale imperiale per uccidere il malvagio e sanguinario fratello dello shogun, e per fare ciò decide di riunire un gruppo di feroci guerrieri (i tredici assassini del titolo) e convincerli a combattere per la causa.

Sebbene la trama ricordi vagamente I sette samurai di Akira Kurosawa, del maestro nipponico probabilmente ritroviamo più tracce di Ran e del suo sangue rosso vivo, che scorre a fiumi e a cascata, in un’allegoria di violenza e brutalità poi ripresa anche – con intenti ed effetti diversi – da Quentin Tarantino ed altri noti estimatori del cinema orientale. La figura leggendaria e fiera di Shinzaemon Shimada si contrappone perfettamente a quella dello spietato e folle Naritsugu, e la dimensione del loro confronto psicologico e fisico restituisce un senso epico molto forte allo spettatore.

Nonostante l’accuratezza dei costumi e della ricostruzione storica, la visione potrebbe risultare appesantita da un ritmo molto lento e da un buon numero di momenti interlocutori. Come spesso accade in questi casi, la tanto attesa battaglia finale rischierebbe così di diventare il vero ed unico traguardo, e la carneficina finale quasi una liberazione.

Non mancano certo scene da brivido e di grande effetto fra esplosioni, animali in fiamme, affettamenti da maestro ed incredibili acrobazie con la spada. Ma indubbiamente non è negli effetti speciali, la forza di questo film. E quelli che agli occhi occidentali potrebbero sembrare dialoghi pomposi o silenzi prolungati, in realtà sono atti di costruzione drammatica necessari all’epopea leggendaria che viene messa in atto.

Un film importante e ben fatto, 13 assassini, che si prende i suoi tempi senza dimenticare la dinamicità della propria natura bellica.

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.