Martedì, 31 Maggio 2011 11:15

Garfield 3D - Il supergatto - Recensione

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Dopo Garfield - Il film e Garfield 2, il pigro gatto arancione è chiamato a salvare la terra dalla perfida Vetvix; un cartoon puro, caratterizzato da una sceneggiatura debole e da un uso superfluo del 3D

In un ozioso pomeriggio, mentre Garfield è impegnato ad abbuffarsi di hot dog e i suoi amici corrono agli studi tv per registrare una nuova puntata del suo show, la perfida Vetvix trama per conquistare l’universo e, con uno stratagemma, conquista il pianeta Dorkon e ruba il razzo Moscram, che può mescolare le molecole di oggetti e persone. Ma il muscoloso alter-ego di Garfield, il supereroe Garzooka, riesce a rubare il cristallo Klopman che permette a Vetvix di azionare la pericolosa arma e, per liberare i suoi compagni di squadra, i Pet Force, approda sulla terra per chiedere aiuto al gattone arancione e ai suoi amici.

Il terzo capitolo cinematografico (dopo Garfield - Il film e Garfield 2) del gatto arancione grasso, pigro e sarcastico, protagonista dell’omonimo fumetto creato da Jim Davis, cambia completamente rotta rispetto ai due capitoli precedenti che potevano contare sul doppiaggio di Fiorello e su una sceneggiatura solida e accattivante: Garfield – Il supergatto è un cartoon puro, più simile a un prodotto televisivo che a una pellicola per il grande schermo, che ci restituisce un ritratto del gattone arancione quasi snaturato, in cui si fa fatica a riconoscere il protagonista della fortunata striscia nata negli anni Settanta, sia per quanto riguarda la sua realizzazione grafica, sia per l'assenza delle battute taglienti che avevano decretato il suo successo in un pubblico adulto.

In sostanza, Garfield il Supergatto è una pellicola rivolta esclusivamente ai più piccoli, a cui vuole suggerire che, abbandonando la pigrizia e rimboccandosi le maniche, grazie al prezioso aiuto dei propri amici, si possono superare i propri limiti: un messaggio che, seppur banale, è ulteriormente svilito da una sceneggiatura piena di salti e condita di personaggi poco abbozzati; inoltre, ancora una volta, si è preferito investire nel 3D - realizzato peraltro con una certa approssimazione - che nulla aggiunge alla narrazione.

doppioschermo

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