Designato per il prossimo rebooth di Godzilla, il regista Gareth Edwards ha girato questo film di fantascienza che già dal trailer intende richiamare il recente District 9 di Neill Blomkamp. La premessa in effetti è molto simile. Una sonda contenente microorganismi alieni si schianta sulla Terra e poco tempo dopo, attorno al punto di impatto, si sviluppano delle mostruose creature. Messa in quarantena la zona di interesse (il confine tra USA e Messico) viene definita “infetta” e gli extraterrestri vengono così ghettizzati e – per quanto possibile – lasciati in pace. A differenza però del primo film, Monsters non si pone come un finto documentario, sebbene le tecniche di ripresa ne ricordino molto lo stile. Inoltre la presenza governativa, che in District 9 controllava in maniera fin troppo oppressiva le attività consumate dagli alieni in vaste baraccopoli, qui è per lo più sostituita dalla sola forza militare preposta allo sterminio delle creature che valicano la zona in cui si sono autoconfinate. Tuttavia, nonostante le volute analogie, siamo di fronte a due pellicole dalle intenzioni e dai risultati ben differenti. Monsters è, a conti fatti, la storia di un viaggio pericoloso di un uomo ed una donna, quasi interamente focalizzato sulla loro crescita personale e l’evoluzione di questa vicinanza forzata. Lo sfondo fantascientifico, pur non rinunciando all’inquietudine di un panorama distopico e crudo, si rifiuta di togliere spazio ai tempi individuali ed al nascente ed improbabile legame tra i due protagonisti. Questa scelta, se da una parte lascia in sordina le aspettative del pubblico legate alla tensione ed all’azione (presenti ma non costanti), dall’altra sembra offrirgli una sofisticata - e si immagina anche costosa - love story. Le creature, poi, meno antropomorfe e comunicative dei “gamberoni” del film di Blomkamp, risultano all’apparenza ancora meno interessanti nella loro forma smaccatamente terrestre di seppie giganti. Per di più, la scena forse più commovente del film è un agghiacciante e grottesco amplesso fluttuante ed elettrostatico tra due di questi “mostri”, osservati con stupita e commossa complicità dai due non più terrorizzati protagonisti che, per un’improvvisa e telefonata illuminazione, si rendono conto di essere accomunati agli alieni nel loro status di immigrati clandestini.
Probabilmente non si può dire che sia un brutto film, questo Monsters. A conti fatti è un’operazione lineare e senza troppe sbavature. Forse non del tutto onesta e anche un pizzico ingenua, ma non un completo passo falso per essere un’opera prima.




