Giovedì, 26 Maggio 2011 15:27

Monsters - Recensione

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Un'operazione lineare ma non troppo onesta quella di Gareth Edwards, che richiama District 9 lasciando in sordina il sottotesto politico in favore di una improbabile love story

Designato per il prossimo rebooth di Godzilla, il regista Gareth Edwards ha girato questo film di fantascienza che già dal trailer intende richiamare il recente District 9 di Neill Blomkamp. La premessa in effetti è molto simile. Una sonda contenente microorganismi alieni si schianta sulla Terra e poco tempo dopo, attorno al punto di impatto, si sviluppano delle mostruose creature. Messa in quarantena la zona di interesse (il confine tra USA e Messico) viene definita “infetta” e gli extraterrestri vengono così ghettizzati e – per quanto possibile – lasciati in pace. A differenza però del primo film, Monsters non si pone come un finto documentario, sebbene le tecniche di ripresa ne ricordino molto lo stile. Inoltre la presenza governativa, che in District 9 controllava in maniera fin troppo oppressiva le attività consumate dagli alieni in vaste baraccopoli, qui è per lo più sostituita dalla sola forza militare preposta allo sterminio delle creature che valicano la zona in cui si sono autoconfinate. Tuttavia, nonostante le volute analogie, siamo di fronte a due pellicole dalle intenzioni e dai risultati ben differenti. Monsters è, a conti fatti, la storia di un viaggio pericoloso di un uomo ed una donna, quasi interamente focalizzato sulla loro crescita personale e l’evoluzione di questa vicinanza forzata. Lo sfondo fantascientifico, pur non rinunciando all’inquietudine di un panorama distopico e crudo, si rifiuta di togliere spazio ai tempi individuali ed al nascente ed improbabile legame tra i due protagonisti. Questa scelta, se da una parte lascia in sordina le aspettative del pubblico legate alla tensione ed all’azione (presenti ma non costanti), dall’altra sembra offrirgli una sofisticata - e si immagina anche costosa - love story. Le creature, poi, meno antropomorfe e comunicative dei “gamberoni” del film di Blomkamp, risultano all’apparenza ancora meno interessanti nella loro forma smaccatamente terrestre di seppie giganti. Per di più, la scena forse più commovente del film è un agghiacciante e grottesco amplesso fluttuante ed elettrostatico tra due di questi “mostri”, osservati con stupita e commossa complicità dai due non più terrorizzati protagonisti che, per un’improvvisa e telefonata illuminazione, si rendono conto di essere accomunati agli alieni nel loro status di immigrati clandestini.

Probabilmente non si può dire che sia un brutto film, questo Monsters. A conti fatti è un’operazione lineare e senza troppe sbavature. Forse non del tutto onesta e anche un pizzico ingenua, ma non un completo passo falso per essere un’opera prima.

doppioschermo

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