Martedì, 24 Maggio 2011 15:27

Red - Recensione

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Ben scritto e ottimamente recitato, un film di puro intrattenimento spassoso e senza eccessi. Dal graphic novel di Warren Ellis

Il cinema degli ultimi anni sembra attingere sempre più a piene mani dal mondo dei fumetti, e non solo quelli più commerciali e di accertata notorietà. Lo dimostra la scelta di adattare sul grande schermo Red, graphic novel del 2004 dell’eclettico Warren Ellis. Il cast scelto per dare vita ai personaggi cartacei di questa irriverente miniserie è a dir poco stellare: fra tutti spiccano i nomi di Bruce Willis, Morgan Freeman, Helen Mirren, John Malkovich e persino quello della bella Mary-Louise Parker, nota per lo più sul piccolo schermo per la sua interpretazione nel serial Weeds. La loro performance è davvero esilarante, e riesce a dar vita a dei personaggi ironici e ben caratterizzati - su tutti, lo spassoso paranoico incattivito di Malkovich -. La trama, pur partendo da una storia relativamente breve (appena una settantina di pagine disegnate), si sviluppa in maniera coerente e senza troppe lungaggini, concedendosi anche una cura narrativa inconsueta per film del genere. Le avventure di questo gruppo di agenti segreti in pensione sono volutamente sopra le righe - come nella migliore tradizione dell’action movie americano -, senza però raggiungere mai estremi smargiassi e violenti tali da renderlo un prodotto esclusivamente giovanile.

Inutile lamentarsi dell’inverosimiglianza di alcune dinamiche, cercare incongruenze nel filo degli eventi o storcere il naso di fronte alle fin troppo disinvolte piroette armate di Bruce Willis & Co. Mistificatorio, quindi dannoso, sarebbe supportare tali ed eventuali argomentazioni con l’alibi della fonte fumettistica di riferimento (che sovente viene utilizzato per svalutare il valore dell’opera trasposta) o, peggio, con l’abuso della facile ed assoluta etichetta dell’”americanata”. Red, del tedesco Robert Schwentke (Un amore all’improvviso), è puro e adrenalinico intrattenimento d’autore. Nondimeno è un buon film, ben scritto e ottimamente recitato, che riesce ad allietare il suo pubblico con divertimento e senza troppe pretese grazie ad un’adeguata sceneggiatura ed anche – e forse soprattutto – ad un’idea di base avvincente e potenzialmente sfruttabile all’infinito.

doppioschermo

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