Domenica, 08 Maggio 2011 08:37

Il primo incarico - Recensione

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Un racconto d’altri tempo, strappato ai ricordi delle nonne del Sud. Nena a malincuore lascia un amore fragile e indeciso per il crudo pragmatismo. La scelta di una veste amatoriale è confermata dalla collaudata spontaneità di Isabella Ragonese

La Puglia degli anni Cinquanta fa da sfondo alla questione femminile di Nena. Una storia dal sapore semplice, “Il primo incarico” di Giorgia Cecere che, dopo la presentazione nella sezione Controcampo Italiano al Festival di Venezia 2010, è nelle sale dal 6 maggio.

Protagonista la spontaneità ormai incontrastata di Isabella Ragonese che veste i panni della giovane donna innamorata che accetta con dolore il suo primo incarico come maestra in un paesino della provincia. A 150 chilometri di distanza Nena si trova a dover sopravvivere tra la desolazione di un ambiente prettamente rurale, quindi da un lato con la diffidenza ed il rispetto nei confronti di una donna istruita e dall’altra con il pregiudizio di una giovane sola, senza marito lontana dalla madre e dalla sorella minore.

Un racconto d’altri tempi che sembra strappato ai ricordi di un’Italia del Sud postbellica, che si sviscera con lentezza, quasi volendo riappropriarsi di una realtà che si coniuga al passato, con il sapore di fotografie di famiglia. Inquadrature poetiche che allietano l’occhio ma a volte rendono la pellicola un po’ troppo scandita.

Un sapore vagamente amatoriale, essenzialista, che sa caratterizzarsi di un provincialismo che riesce a rendere più realistico l’insieme. Anche la scelta del cast, la volontà della regista di non scegliere attori professionisti, dà un impatto quasi anacronistico. Nascono così ritratti scenici che prendono il tempo delle stagioni, scandiscono il passaggio del tempo e l’evoluzione di una donna che sceglie di essere consapevole.

La poesia di un amore che sembra incontrastabile lascia posto alla realtà della vita, alla solitudine di un luogo che può rivelare il senso della concretezza. Nena lascia l’inquietudine di un amore fragile ed indeciso, sperimenta il viscerale, quasi crudo pragmatismo di Giovanni, cercato per amara consolazione e poi rivelatosi quasi sorprendentemente inaspettato.

Diretta e credibile l’interpretazione della Ragonese, già vista nei meandri dei pregiudizi del Sud d’altri tempi in “Viola di mare” al fianco della Solarino. L’attrice insignita lo scorso anno del Nastro d’argento per il film  La nostra vita e Due vite per caso, nel film diretto dalla Cecere è naturalmente autentica, in un ruolo che poteva sembrare stereotipato, ma che assume credibilità senza dover essere stucchevole.

“Il primo incarico”, prodotto da BiancaFilm in collaborazione con Rai Cinema, è stato realizzato anche con il sostegno di Apulia Film Commission.

doppioschermo

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