Dal regista di Moon, Duncan Jones, un nuovo thriller, Source Code, che con i suoi viaggi temporali appassionerà lo spettatore. Il capitano Colter Stevens (Jake Gyllenhaal), pilota di elicotteri Blackhawk dell’Esercito degli Stati Uniti, si risveglia su un treno, e non sa né come sia giunto lì né perché. A questo senso iniziale di smarrimento si aggiunge lo stupore e la paura che prova quando, guardando il suo riflesso, si rende conto che il viso che vede non è il suo. Davanti a lui una bella ragazza, Christina (Michelle Monaghan), che da come gli parla sembra conoscerlo molto bene, ma Colter non sa proprio chi sia. Mentre cerca di capire chi è quell’uomo che vede riflesso, un’esplosione squarcia il treno su cui si trova e Colter si sveglia all’interno di una capsula. L’unico contatto che ha con l’esterno è uno schermo su cui appare una donna in uniforme, Goodwin (Vera Farmiga), che lo obbliga a dirle ciò che ha visto mentre era su quel treno. Colter scopre così che la sua missione è sventare un attentato, ma per far questo deve prima scoprire chi ha messo la bomba sul treno.
I viaggi nel tempo affascinano da sempre registi e fisici. Numerose pellicole sono state girate a riguardo, fra tutte Donnie Darko di Richard Kelly, film cult in materia, dove assistiamo ad un’interpretazione di universo parallelo. Oppure The Time Machine di Simon Wells, in cui il protagonista Guy Pearce vuole dimostrare che è possibile viaggiare nel tempo e costruisce una macchina del tempo approdando con questa a 800.000 anni di distanza nel futuro. In Timeline di Richard Donner, invece, il viaggio è all’indietro, dal 2003 al 1357. E infine, impossibile non citare la trilogia di Ritorno al Futuro, di Robert Zemeckis.
Produttore di Source Code è Mark Gordon, pluripremiato professionista, con oltre 70 film e progetti televisivi all’attivo. Jake Gyllenhaal e Gordon hanno già lavorato insieme nel film The Day after Tomorrow – L’ Alba del Giorno dopo. Source Code e Moon, entrambi diretti da Duncan Jones, hanno degli aspetti in comune: inizialmente c’ è una persona smarrita, catapultata in una situazione a lui del tutto estranea. Entrambi i protagonisti dei due film devono capire come siano giunti lì e perché, e scoprire cosa debbono fare. In ogni source code, o ripetizione, come viene spiegato nel film, Colter ripete ogni volta le stesse azioni, ma con delle variazioni. Lo spettatore raccoglie indizi con lui, ed il fatto che abbia solo 8 minuti per raccogliere informazioni, rende la ricerca più interessante.
Tre sono gli aspetti centrali del film: l’esplorazione temporale, la ricerca degli indizi in 8 minuti – l’obiettivo, le due carrozze del treno – lo spazio fisico in cui agire; l’identità, la ricerca del proprio io – il capitano Colter Stevens o l’ insegnante Sean Fentress; l’umanità, quella che vediamo svilupparsi in Goodwin e accentuarsi in Colter. E sono queste caratteristiche a rendere Source Code un thriller meraviglioso.




