Mercoledì, 13 Aprile 2011 15:05

Winnie the Pooh - Nuove avventure nel Bosco dei 100 Acri - Recensione

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Per la prima volta sul grande schermo, Winnie The Pooh e i suoi amici ritrovano l'essenza del linguaggio dell'animazione tradizionale Disney

E’ un giorno molto movimentato per Winnie The Pooh, che era uscito di casa solo per prendere un po’ di miele e calmare il suo pancino brontolone. Nel Bosco dei 100 Acri va in scena un piccolo giallo: Ih-oh ha perso la sua coda col fiocchetto rosa e tutti gli amici si mobilitano per aiutarlo. Il saggio gufo Uffa propone di mettere in palio un barattolo di miele per colui che troverà una degna sostituta per la coda del malinconico asinello ma, mentre la gara è in corso, Pooh trova un messaggio di Christopher Robin: allarmati dalle parole del loro amico, che vengono male interpretate dal gufo saccente, Pooh, Tigro, Pimpi, Ih-oh, Tappo, Kangu e Ro partono in una missione pericolosissima per salvare Christopher Robin dal mostro (immaginario) che l’ha rapito.

 

Arriva sul grande schermo con il suo primo lungometraggio l’orsetto di pezza più amato dai bambini, uscito dalla penna di A.A. Milne nel lontano 1926 e protagonista di un corto targato Disney del 1966, Winnie The Pooh e l’Albero del Miele. In Winnie The Pooh – Nuove avventure nel bosco dei 100 acri si ritroveranno l’originale arte della narrazione e tutta l’essenza dell’animazione tradizionale che hanno caratterizzato l’orsetto tontolone e i suoi amici fin dagli inizi: il maialino Pimpi è sempre gentile e timoroso, l’asinello Ih-Oh è grigio e malinconico, Tigro è iperattivo, Uffa è sempre più saccente, mentre Tappo sembra l’unico a portare un pizzico di razionalità nello sconclusionato gruppo. La semplicità della pellicola è anche testimoniata dai disegni realizzati a mano e dalla narrazione che si sviluppa seguendo le pagine di un libro, ma a volte l’orsetto e i suoi amici fanno un po’ di confusione, trascinando via alcune lettere o interi paragrafi del testo.

La pellicola è decisamente riservata al pubblico dei più piccoli, che ne apprezzeranno la semplicità e l’allegria, mentre il pubblico adulto potrà sorridere della impacciata comicità di Pooh e dei suoi amici. Il film è preceduto dal cortometraggio La ballata di Nessie, la “vera” storia sull’amabile mostro di Loch Ness; diretto da Stevie Wermers-Skelton e Kevin Deters, anche il corto è stato realizzato utilizzando lo stile dell'animazione tradizionale Disney del disegno fatto a mano e vanta la colonna sonora del compositore premio Oscar Michael Giacchino (Ratatouille, Up).

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