Titolo vincente non si cambia secondo la squadra inossidabile composta dai fratelli Carlo e Enrico Vanzina e dallo sceneggiatore Franco Ferrini. Infatti, dopo aver realizzato insieme nel 1985 un omonimo film sempre dello stesso genere (un giallo collegato al mondo della moda), i tre ci riprovano ideando un'altra opera che però non deve essere considerata né un remake né un sequel, ma semmai un reboot, termine con il quale l'industria mediatica indica appunto una storia indipendente da altri capitoli cinematografici di una saga.
Tralasciando il fatto che entrambi siano dei thriller ruotanti attorno al fashion system, si deve comunque precisare che la pellicola del 1985 ha pochissimo a che fare con quest'ultima fatica dei Vanzina. Se essa era stata girata quasi interamente a Milano e appariva molto più splatter con diverse scene di sangue, il set di Sotto il vestito niente – L'ultima sfilata ha dovuto spostarsi continuamente fra Milano, Stoccolma e Fjallbäcka (cittadina sulla costa svedese), Roma, Bassano del Grappa e il lago di Como. Inoltre qui il linguaggio si fa molto più melodrammatico, puntando su una trama più torbida in stile soap opera. La moda insomma, come già negli anni Ottanta, viene rappresentata come un settore bello solo in apparenza, pieno di intrighi, di crudeltà e di falsità dietro le quinte.
La vicenda, pur essendo ambientata ai giorni nostri, è volutamente atemporale perché tratta di tematiche che potrebbero essere trasposte senza problemi in un altro decennio o in un'altra nazione.
Dopo aver proposto tante commedie ed essere riusciti a ridare dignità alla comicità italiana al cinema, i Vanzina ora tentano di riportare in auge anche il thriller, un genere stranamente molto apprezzato dagli spettatori ma sul quale i produttori e i registi del nostro Paese sono restii a puntare, accontentandosi di seguire dei filoni più sicuri in fatto di incassi.
Come tutti i gialli che si rispettino, il plot risulta molto avvincente e ben costruito in quanto riesce a tenere vivo dall'inizio alla fine l'interesse del pubblico, che non vede l'ora di scoprire chi è l'assassino delle stupende e malcapitate modelle, coinvolte in un insano gioco di relazioni pericolose e di segreti inconfessabili.
Lo stilista Marinoni è interpretato dal grande attore di fama internazionale Richard E. Grant, celebre soprattutto per le sue interpretazioni nei film di Robert Altman e per il suo aspetto un po' ambiguo. Di evidenti origini straniere è anche la bellissima attrice protagonista Vanessa Hassler, che si è molto identificata nel ruolo, visto che lei stessa ha cominciato la sua carriera come modella a soli 15 anni, sentendosi all'inizio un po' a disagio sotto ai riflettori. Sarà proprio la sua Britt ad aiutare l'ispettore Malerba (Francesco Montanari) a risolvere l'intricato caso e ad inchiodare l'omicida.
Infine, come aveva già provveduto per altri suoi lavori precedenti, il cineasta Carlo Vanzina si è divertito ad inserire numerose citazioni e omaggi a film, registi e scrittori a lui cari. La villa sul lago di Como dove sono state effettuate alcune riprese, ad esempio, è quella di Luchino Visconti, mentre la scena sulla panchina a Cernobbio è ispirata a una scena del capolavoro di Alfred Hitchcock Notorius, l'amante perduta.
Per i curiosi e gli appassionati dei gialli che già muoiono dalla voglia di sapere chi è il folle assassino, non resta che andare a vedere nelle sale questo thriller all'italiana il quale, a nostro avviso, non ha nulla da invidiare alle pellicole americane del medesimo tipo.




