Nascere sapendo già di non avere futuro, e nemmeno un passato. Kathy (Carey Mulligan), Tommy (Andrew Garfield) e Ruth (Keira Knightley) sono giovani, ma nei loro occhi non c'è spensieratezza ne' voglia di vivere. Cresciuti nel collegio inglese di Hailsham, luogo apparentemente perfetto ma allo stesso tempo inquietante, i tre ragazzi sanno di essere studenti “speciali”, a causa di un terribile segreto nascosto in un futuro già scritto e per questo senza via d'uscita. E' Kathy H., un nome ma soltanto una lettera a indicare un cognome, e un'identità, che non esiste, la voce che narra la loro storia. Tre ragazzi, o forse meglio dire individui, che cercano di portare avanti una vita dignitosa, impresa quasi impossibile quando il vivere stesso sembra non avere un senso preciso. Kathy, come i suoi compagni, non ha un cognome perché non ha origini, ne' genitori. Sono una sorta di orfani senza passato, venuti al mondo per compiere una missione precisa, un estremo sacrificio. Tratto dall’omonimo libro dello scrittore nippo-britannico Kazuo Ishiguro, migliore romanzo del 2005 secondo il “Time”, Non lasciarmi è drammaticamente intenso nel raccontare di un mondo parallelo, quasi fantascientifico, che proprio perché tanto simile alla realtà, suscita dubbi e inquietudini. La pellicola di Mark Romanek (con trascorsi nei video musicali, uno su tutti Scream di Michael Jackson) non lascia soltanto quesiti sui limiti della scienza, ma sul senso stesso della vita, dell'amore, dell'amicizia. Un'ottima regia conduce lo spettatore, lentamente, in un crescendo di rassegnazione che, nel finale, diventa quasi agonia. Nonostante il destino dei tre giovani protagonisti sia chiaro fin dalle prime battute, l'esperienza estremamente reale riprodotta da Romanek è un viaggio verso una lenta e inesorabile rassegnazione a quel destino già scritto. Tutto procede secondo prassi e qualche leggero sussulto o piccolo tentativo di ribellione permette di intravedere i sogni e le timide speranze dei giovani predestinati che, pur non avendo un “io”, riescono a provare dei sentimenti. Gli stessi che proprio la giovane Kathy prova, ascoltando le parole di una canzone che urla: “Never never never let me go”. La forte sensibilità e il senso di turbamento che pervadono l'intera pellicola, sono merito di una buona regia, di una fotografia perfetta (Adam Kimmel) nel dipingere le tinte cupe e malinconiche, proprio come gli stati d'animo dei protagonisti, e ovviamente di un cast decisamente al top della forma. Andrew Garfield (The Social Network) esprime con estrema intensità la fragilità e la voglia di reagire del giovane Tommy, in una tempesta di stati d'animo. Bella la sintonia con la brava Carey Mulligan, fragile e rassegnata. Buona anche la prova di Keira Knightley energica e carismatica. Un plauso anche a Sally Hawkins impegnata in un piccolo ma importantissimo ruolo. Pur basandosi su una storia tanto lontana dalla realtà, Non lasciarmi emoziona, commuove e travolge in maniera a tratti devastante. La riflessione finale è spontanea, perché coinvolge temi universali e senza tempo, come l'amore, la passione, la vita e la morte...e perché “forse nessuno ha compreso appieno la propria vita, ne' sente di aver vissuto abbastanza...”.




